Contro i tagli all’Università, esami in strada e di notte

Pubblicato il 13 luglio 2010 10:30 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2010 10:30

Mariastella Gelmini

Contro la riforma Gelmini, “i tagli all’Università, il blocco degli scatti per gli stipendi del personale universitario” da oggi i professori delle facoltà umanistiche de La Sapienza interrogano all’aperto, fra i vialetti, e da domani anche di notte. Come spiegano i professori, “un’Università indebolita nel finanziamento e negli investimenti da parte dello Stato è destinata a vivere periodi bui e a finire in strada”.

Niente blocchi dell’attività accademica, dunque, né occupazioni o cortei.  “Lavoriamo qui sulla nuda terra, dice il professor Giulio Ferroni, e mi pare che sia un fatto simbolico, racconta bene com’è ridotta l’Università. Non credo serva, ma almeno denuncia un malessere che ha tante ragioni”.

Le proteste” alternative” dei professori non sono però piaciuta al rettore Luigi Frati: “iniziative folkloristiche” le ha definite.

Il senatore del Pdl Elio Massimo Palmizio ha annunciato un’interrogazione urgente al ministro dell’Università, Mariastella Gelmini, per sapere come il Governo giudichi “l’ennesima boutade della casta dei professori”.

“Non avrei creduto possibile che alcuni docenti avrebbero partorito un’idea così balzana e irresponsabile come quella di esami notturni, che fa ricadere sui soli studenti l’onere della protesta”, ha detto Palmizio, e ha chiesto “al ministero un’attenta azione di vigilanza ed eventuale repressione nei confronti dei docenti che aderiranno, che eccede la sacrosanta autonomia delle Università”.