Escort interrogata a Palermo sulle feste di Berlusconi in Sardegna: “Festini hard a base di droga e donne per esponenti Pdl”

Pubblicato il 2 Novembre 2010 9:50 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2010 12:54

Silvio Berlusconi

Nuova inchiesta su un giro di escort, droga, festini organizzati da esponenti del Pdl e nella residenza sarda del premier Silvio Berlusconi. Una nuova escort, identificata con il nome “Nadia” è stata ascoltata a Palermo e i suoi racconti su alcune serate con “stupefacenti e donne a pagamento” a Villa Certosa coincidono con quelli di Ruby, la marocchina al centro dello scandalo. A coincidere è anche la presenza, nei due racconti, di un intermediario d’eccezione: Lele Mora. Ecco perché la procura del capoluogo siciliano ha disposto il passaggio degli atti a Milano, dove è in corso l’inchiesta per favoreggiamento della prostituzione per il ‘Rubygate’.

Ad aprire questo nuovo fronte di indagini è stata Perla Genovesi, 32 anni di Parma, ex assistente parlamentare del senatore lombardo del Pdl Enrico Pianetta. Perla era stata arrestata a luglio per traffico internazionale di droga. Interrogata dai pm di Palermo, ora, ha raccontata di tutto un giro di cocaina e escort per esponenti del Pdl, non ultimo lo stesso Berlusconi. In particolare la ragazza ha riportato le confidenze di una sua amica escort che le avrebbe parlato di festini a casa del premier.

La ragazza, quindi, è stata anch’essa interrogata a Palermo e ha rivelato particolari molto simili a quelli forniti da Ruby sulle serate a Villa Certosa. La ragazza, come riporta il Corriere della Sera, avrebbe raccontato di essere stata reclutata per partecipare a questi appuntamenti e ha svelato gli stessi dettagli raccontati da Ruby su piscine, signorine poco vestite e altri particolari. E anche gli intermediari che hanno ingaggiato questa “nuova” escort per portarla a Villa Certosa nel 2009, sono gli stessi del caso Ruby. Nel verbale d’interrogatorio della escort, ad esempio, compare il nome di Lele Mora, già indagato a Milano per favoreggiamento della prostituzione per la vicenda di Ruby.

Vertice Procura a Palermo. Intanto è in corso negli uffici della Procura di Palermo un vertice tra il procuratore Francesco Messineo, l’aggiunto Teresa Principato e i pm Marcello Viola e Geri Ferrara che indagano su presunti festini a luci rosse a base di droga a cui avrebbero partecipato uomini dell’entourage del premier Silvio Berlusconi. La riunione è stata convocata dopo la pubblicazione della notizia dell’inchiesta da parte della stampa. A parlare della vicenda ai magistrati è stata la ”pentita” Perla Genovesi, arrestata per traffico di droga internazionale. La donna, ora ai domiciliari, ed ex assistente parlamentare di un senatore del Pdl, ha raccontato di aver presentato una escort, sua amica, a Renato Brunetta quando questi non era ministro e di aver saputo dalla ragazza, che tramite il politico aveva conosciuto altri personaggi importanti ed era stata invitata a feste a base di sesso e coca a cui avrebbero partecipato uomini del premier.

Procura di Palermo manda gli atti a Milano. ”Stiamo mandando tutti gli atti istruttori relativi ai presunti festini a base di sesso e droga di cui parla oggi la stampa alla procura di Milano che, secondo quanto ci pare di capire da una prima analisi dei fatti, è competente a indagare sul caso”. Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo. ”Sembra che i fatti che costituiscono reato – ha aggiunto – cioè quelli relativi al reclutamento di escort che avrebbero partecipato ai party a luci rosse siano avvenuti a Milano: da qui la competenza dei colleghi”.

Il procuratore ha confermato che la escort Nadia, che ha raccontato alla pentita delle feste, e’ stata sentita dai magistrati nei giorni scorsi ed ha ribadito quanto detto alla Genovesi. ”Parlando in termini assolutamente generali – ha concluso – bisogna distinguere l’aspetto relativo alla cessione di droga legata all’uso personale, che potrebbe non costituire reato, da quello che attiene al reclutamento di prostitute. In questo caso saremmo di fronte al reato di favoreggiamento della prostituzione”.