Il Pdl perde un altro pezzo: senatore Massidda pronto a passare in Fli

Pubblicato il 8 Novembre 2010 17:00 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2010 17:22

Piergiorgio Massidda

Proprio all’indomani dello strappo di Gianfranco Fini, il Pdl rischia di perdere altri pezzi: dopo Daniele Toto, Roberto Rosso ed Enrico Musso, anche il senatore Piergiorgio Massidda sta pensando di lasciare il partito di Berlusconi per passare in Futuro e Libertà. Lui sta vivendo un autentico travaglio (”non dormo da cinque notti”, confessa) ma la posta in gioco non è solo personale: l’eventuale approdo in Fli di Massidda, ‘innamorato’ della prima ora di Berlusconi, è destinato a dare un altro colpo agli equilibri a Palazzo Madama.

Da giorni negli ambienti politici si parla di un progressivo avvicinamento del parlamentare sardo ai finiani: il plauso e la condivisione del discorso di Fini alla convention di Perugia è solo l’ultimo segnale verso uno strappo dal Pdl che sembra ineludibile. E Massidda sente tutto il peso di questa decisione. “Avrà riflessi nazionali importanti – spiega – ora il Pdl al Senato può contare su 161 voti contro 160, è di tutta evidenza il peso di un mio eventuale passaggio a Fli”.

E’ da tempo che il senatore cagliaritano mette sotto accusa i vertici del partito in Sardegna e a Roma: chiede più democrazia, libertà e partecipazione e pretende risposte concrete per la ‘sua’ Isola. ”Io non sono sul mercato, non ho un prezzo – sottolinea Massidda – voglio solo il bene della mia terra: basta con le promesse, qui la gente sta male. E’ inutile che mi si corteggi con l’offerta di incarichi di sottogoverno o di poltrone in posti ambiti: non e’ questa la strada per farmi restare nel Pdl. Si sblocchino invece i fondi Fas per la Sardegna, si dia un chiaro segnale di discontinuita’ nel governo del partito, queste sono le cose che mi interessano senno’ l’approdo in Fli sarà inevitabile”.

Nella sua analisi il senatore sardo punta il dito contro la “gentaglia approfittatrice” che ruota intorno a Berlusconi, cattivi consiglieri – argomenta Massidda – che mettono in seria difficoltà il Cavaliere. “Io sto lottando per restituire dignità al mio partito, ma sono in molti, soprattutto in Sardegna, a farmi la guerra”, sottolinea il parlamentare precisando che è stato il Pdl a cambiare linea e non lui ad allontanarsi.

“Perché accasarsi con Fli? Perché incarna lo spirito del Pdl – risponde convinto Massidda – E’ il Pdl 2 e rilancia la spinta propulsiva del partito nelle sue fasi iniziali”. La decisione del senatore non tarderà. “E’ questione di ore”, assicura e aggiunge con rammarico: ”Qualunque scelta io faccia, verrò sempre indicato come un traditore, ma io intendo restare fedele alla mia Sardegna”.