Ettore Leotta, assessore Sicilia si dimette: “Dopo crollo A19 mi pesa viaggiare”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2015 23:58 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2015 23:58
Ettore Leotta, assessore Sicilia si dimette: "Dopo crollo A19 mi pesa viaggiare"

Ettore Leotta, assessore Sicilia si dimette: “Dopo crollo A19 mi pesa viaggiare”

PALERMO – Dopo il crollo del pilone che dallo scorso aprile ha interrotto la Palermo Catania, viaggiare è diventato troppo stancante. Per questo l’assessore siciliano alle Autonomie Locali, Ettore Leotta, ha rassegnato le sue dimissioni. Non è un pretesto per aizzare le polemiche sulla fragilità delle infrastrutture siciliane ma la resa di un uomo dinanzi al peggioramento della sua qualità di vita.

Leotta, magistrato amministrativo in pensione in quota Udc, ha già inviato la sua lettera di dimissioni al governatore Rosario Crocetta. Raggiunto dall’agenzia di stampa Agi, l’assessore ha spiegato: “Sono stanco di viaggiare. In questo momento sono sul treno diretto a Catania e poi dovrò cambiare per Siracusa. Non ce la faccio più. Il crollo del ponte è stato un brutto colpo non solo per le merci, ma anche per le persone”.

Alla domanda, se ci siano anche ragioni politiche dietro la sua scelta di lasciare la carica, risponde: “Nessun ostacolo politico, nessuna contrapposizione, neppure con l’assessore all’Economia Baccei, ma c’è certamente la delusione di vedere ancora nel limbo la Riforma delle Province. Fa male assistere a manifestazioni con in piazza persone della mia età che difendono i loro stipendi. Quella riforma si poteva fare per tempo e invece è stata impallinata. Con quale credibilità possiamo chiedere un intervento e un aiuto a Roma? Quando nella Capitale, mi chiedevano cosa stavamo combinando, era imbarazzante rispondere…”.

Leotta rivendica di avere fatto il possibile per uniformare il sistema degli enti locali siciliani a quello italiano, di avere raddrizzato alcune storture anche sul fronte dei dipendenti regionali, dei prepensionamenti, “ma il bottino resta magro, perché i tempi dell’Ars sono dilatati e lo sono anche i tempi dell’amministrazione. Non si rendono conto che fuori c’è un mondo che non solo cammina, ma corre”.