CasaPound contro Facebook: “Oscurati i profili di Iannone e altri consiglieri”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 aprile 2019 21:40 | Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2019 21:43
CasaPound contro Facebook: "Oscurati i profili di Iannone e altri consiglieri"

CasaPound contro Facebook: “Oscurati i profili di Iannone e altri consiglieri”

ROMA – Oscurati su Facebook i profili del presidente di CasaPound, Gianluca Iannone, dei consiglieri comunali, Andrea Bonazza e Maurizio Puglisi Ghizzi, di Carlotta Chiaraluce e di Emmanuela Florino. A denunciarlo è lo stesso movimento di estrema destra da una delle pagine del partito, che accusa l’amministrazione italiana del social network di essere di “palesemente di sinistra”.

“La task force dei censori di Facebook – si legge nel post – ha cancellato sistematicamente gli account personali dei maggiori esponenti di CasaPound Italia a soli quattro giorni dall’annuncio che concorreremo alle elezioni europee del 26 maggio con una nostra lista presente in tutte le circoscrizioni elettorali”.

Il post rimanda ad un articolo pubblicato sul sito d’informazione del movimento, il Primato Nazionale, CasaPound secondo il quale nel mirino di Facebook sarebbero finiti il presidente Gianluca Iannone e alcuni consiglieri comunali come Andrea Bonazza e Maurizio Ghizzi. “L’aspetto certamente più grave, al di là di quello prettamente censorio – spiega l’articolo – è l’assenza di motivazioni alla base di queste mosse draconiane, oppure la totale pretestuosità delle stesse”.

Secondo CasaPound ci sarebbe “un disegno ben preciso che mira a cancellare le voci dissonanti rispetto alla narrazione dominante”.

Si tratta in realtà di profili privati e non di pagine e non è escluso che la rimozione possa riguardare ipotetiche violazioni delle policy. È vietato, ad esempio, sostenere azioni violente, esprimere minacce, diffondere discorsi inneggianti all’odio o di discriminazione e così via. 

Dal canto suo però CasaPound si appella all’articolo 21 della Costituzione e promette azioni conseguenti. “Sarà ora nostra premura segnalare tale comportamento direttamente agli amministratori globali del social, direttamente alla punta più altra della piramide Zuckerberg, e portare in sede legale italiana quanto avvenuto, per rivendicare libertà di pensiero, diritti politici e diritti dei consumatori”.

Ieri la stessa denuncia è arrivata dal pronipote del Duce, Caio Giulio Cesare Mussolini, uno dei candidati di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni europee. (Fonte: Ansa)