Giorgia Meloni, l’altra vittoria: insieme con Salvini fa 40! Se si votasse…

di Daniela Lauria
Pubblicato il 27 Maggio 2019 9:55 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2019 9:55
Giorgia Meloni, l'altra vittoria: insieme con Salvini fa 40! Se si votasse...

Giorgia Meloni, l’altra vittoria: insieme con Salvini fa 40! Se si votasse…

ROMA – C’è Matteo Salvini pigliatutto e vincitore indiscusso di queste elezioni europee. E c’è Luigi Di Maio schiacciato e umiliato dal suo alleato di governo che è riuscito a ribaltare i rapporti di forza all’interno dell’esecutivo rispetto alle politiche di un anno fa. Ma tra i due litiganti c’è un terzo che gode: è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che, per la prima volta supera l’argine del 4% aprendosi un varco al Parlamento europeo. Una crescita netta, forse insperata fino a pochi mesi fa che, se i numeri fossero confermati, consegnerebbe alla madrina dei sovranisti italiani un influente 6.5 percento. Sommato al 34% della Lega, insieme Salvini e Meloni volerebbero oltre il 40%. Ammesso che si torni a votare. 

“I patrioti italiani sbarcano nel Parlamento europeo”, ha esultato lei, commentando su Twitter i primi risultati elettorali. Al post la leader FdI ha aggiunto il simbolo delle dita a V, in segno di vittoria, e una sua foto. Meloni incassa con moderazione un po’ di diaspora di Forza Italia e si propone come partner unico di Matteo Salvini in un futuro governo di estrema destra. 

Lo è andata profetizzando la stessa Meloni per tutta la durata della campagna elettorale: il voto del 26 maggio, diceva, ci consentirà di disegnare una maggioranza con Fratelli d’Italia e Lega che ci liberi dai 5 Stelle al governo. Ma che affranca i due leader sovranisti anche dal progetto di un centrodestra unito, con Forza Italia ormai ben al di sotto della soglia psicologica del 10 percento che avrebbe potuto tenerla al riparo da turbolenze e tentativi di fuga. 

“Non c’è alternativa al centrodestra unito”, va ripetendo in queste ore Berlusconi. Ma invece l’alternativa c’è eccome. Se si tornasse a votare a breve, per le politiche in Italia, l’ex ministra della Gioventù potrebbe finalmente snobbare il premio di consolazione che fino ad ora le è sempre stato prospettato in un’alleanza di centrodestra e puntare a ruoli ben più consistenti, di vicepremier o ministra in un dicastero di peso. Ovvio che pure Salvini non abbia più alcun interesse ad allearsi ancora con Berlusconi: gli basterà attendere poco e non ci sarà più nessuno tra gli azzurri con cui trattare, solo ex elettori da annettere in proprio o tramite super Giorgia.