Mimmo Lucano, permesso per tornare a Riace: il sindaco sospeso può solo tenere il comizio e votare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 maggio 2019 13:11 | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2019 13:12
Mimmo Lucano, permesso per tornare a Riace: il sindaco sospeso può solo tenere il comizio e votare

Mimmo Lucano, permesso per tornare a Riace: il sindaco sospeso può solo tenere il comizio e votare

ROMA – Domenico “Mimmo” Lucano, sindaco sospeso di Riace, potrà tornare in paese ma solo per partecipare, dalle 18 alle 21, al comizio di chiusura della lista “Il cielo sopra Riace” in cui è candidato come consigliere. Lucano, inoltre, potrà tornare a Riace anche domenica ma solo per andare al seggio a votare. Lo ha deciso il presidente del tribunale di Locri senza penale dibattimentale Fulvio Accurso accogliendo la richiesta dei difensori. Il pm aveva espresso parere favorevole solo per il voto. Al sindaco sospeso era stato confermato il divieto di dimora in paese.

Un paese svuotato. Questo è oggi Riace, il paese della Locride divenuto noto in tutto il mondo per il progetto di accoglienza e integrazione che vi era praticato fino alla fine dello scorso anno, quando, l’arresto del sindaco Domenico “Mimmo” Lucano – tuttora sottoposto al divieto di dimora a Riace – e l’esclusione dal progetto Sprar deciso dal Viminale, hanno di fatto messo fine all’esperienza. Esperienza, è la convinzione diffusa in paese, che difficilmente potrà riprendere per come era conosciuta nonostante la sentenza del Tar della Calabria che ha bocciato il provvedimento del ministero dell’Interno riammettendo Riace nei progetti Sprar.

Di questo è convinta anche Maria Spanò, assessore uscente della giunta Lucano e candidata a sindaco alle amministrative di domenica prossima. “Tornare agli albori – dice – non è più possibile anche per quanto riguarda i progetti Sprar perché comunque sono stati ridotti tantissimo. Sono stati incentivati i grossi centri di accoglienza, dove c’è uno sperpero di denaro pubblico perché i servizi sono ridotti a zero, piuttosto che portare avanti e incentivare un’accoglienza diffusa fatta come era stata concepita a Riace. Tornare con i grandi numeri come è stato in passato è impossibile però Lucano con ‘Città futura’ e la fondazione a supporto avevano già l’idea di continuare sulla strada dell’accoglienza e dell’integrazione anche agganciandosi ai corridoi umanitari però con numeri sicuramente più limitati”.

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“Poi – aggiunge – bisognerà valutare in seguito, una volta che si definirà tutta la situazione col ministero dell’Interno perché vantiamo dei crediti e avendo vinto il ricorso c’è la possibilità concreta che lo Sprar eroghi i servizi che già sono stati fatti”. (fonte Ansa)