Europee 2019. La Lista Pd: più donne che uomini, la macroniana, due ex fuoriusciti…

dei Redazione Blitz
Pubblicato il 12 aprile 2019 13:05 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2019 13:08
Europee 2019. La Lista Pd: più donne che uomini, la macroniana, due ex fuoriusciti...

Europee 2019. La Lista Pd: più donne che uomini, la macroniana, due ex fuoriusciti…

ROMA – “Non è una lista a mia immagine e somiglianza, è una lista a nostra immagine e somiglianza”, dice Nicola Zingaretti dei 76 nomi presentati in Direzione Pd per la sfida delle elezioni europee 2019. Dentro solo due candidati riferibili ad Articolo Uno, gli ex fuoriusciti (che hanno tolto la sigla Mdp al recente congresso), ma nonostante questo la minoranza interna al partito democratico in parte si astiene.

Riforma Statuto per non far coincidere segretario e candidato premier. “Ma in questa Direzione tutta dedicata a scandagliare nomi passa in sordina l’annuncio del segretario di voler avviare una fase costituente del partito: avviando la riforma dello Statuto per separare i ruoli di segretario e candidato premier, «in modo da poter scegliere il migliore» quando sarà. Ovvero, se la scelta fosse oggi, Paolo Gentiloni, presidente e mentore di Zingaretti. Insomma, un modo per tenersi pronti a qualsiasi evenienza, pure il voto anticipato, dopo le europee.”, segnala Carlo Bertini su La Stampa. 

I capilista di Zingaretti. Seppure con numeri ridotti, anche per le assenze. Il segretario può così prepararsi alla difficile partita europea, da giocare con 39 donne e 37 uomini, salvo aggiunte in extremis, nelle prossime 24-48 ore. Confermati i cinque capolista nelle circoscrizioni: l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia (Nordovest), l’ex ministro e ora partner dell’avventura con Siamo Europei Carlo Calenda (Nordest), Simona Bonafé europarlamentare uscente renziana (Centro), il magistrato antimafia in pensione Franco Roberti (Sud) e Caterina Chinnici sulle Isole.

La novità dell’ultima ora è Roberto Battiston, ex capo dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), fatto fuori dal governo gialloverde. E poi Caterina Avanza, 38/enne bresciana di En Marche, il movimento politico del presidente francese Emmanuel Macron. Per dimostrare che lo slogan ‘da Macron a Tsipras’ non è solo di parole.

Confermato tra i nomi noti della società civile il medico dei migranti di Lampedusa Pietro Bartolo, ci sono poi l’economista Irene Tinagli e le funzionarie della Commissione Ue Beatrice Covassi e Virginia Puzzolo. I candidati di Articolo Uno sono il parlamentare europeo uscente Massimo Paolucci e l’ex capogruppo Mdp al Senato Cecilia Guerra.

Tra i nomi politici noti spiccano l’ex ministro Cecile Kyenge, eurodeputata uscente, il vice di Zingaretti alla Regione Lazio Massimiliano Smeriglio (che domani probabilmente annuncerà le dimissioni), l’ex deputata veneta Alessandra Moretti, protagonista di gaffe social, ma anche spesso vittima di attacchi sessisti.

Tra gli uscenti dell’Europarlamento ricandidati ci sono Patrizia Toia e Roberto Gualtieri, così come l’ex ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, che Calenda ha voluto fortemente. Quest’ultimo parla di “buone liste”, conferma il dissenso sulla presenza di Articolo Uno, ma invita a stare uniti per contrastare i sovranisti.

In direzione alla fine in 30 si astengono tra area Lotti-Guerini e area Giachetti, i renziani. A favore la componente di Matteo Orfini, come quella di Maurizio Martina. Zingaretti infine annuncia che Gianni Cuperlo guiderà la nuova Fondazione del partito. (fonte Ansa)