Europee: Pirati in Parlamento, crocifissi coperti e selfie, le curiosità

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Maggio 2014 22:58 | Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2014 22:58

Europee: Pirati in Parlamento, crocifissi coperti e selfie, le curiositàROMA – Nelle tanto attese elezioni europee tra votazioni, exit poll, proiezioni, sconvolgimenti politici, c’è un piccolo spazio anche per le curiosità, tra seggi a “Pirati”, errori, polemiche e selfie. Che queste elezioni siano un momento di svolta lo sanno anche gli ex reali del Belgio, Alberto II e la moglie Paola di Liegi. Entrambi si sono recati alle urne per la prima volta dopo vent’anni. Alberto ha abdicato lo scorso anno, e in virtù di questa scelta ha riacquistato il suo diritto di voto, dato che i regnanti del Belgio in carica non hanno possibilità di essere elettori. +

Il boom degli euroscettici e le grandi coalizioni sono i temi più caldi della giornata, ma vale la pena ricordare che anche il partito tedesco dei Pirati è andato all’arrembaggio del Parlamento europeo. Con la vittoria di un seggio, la formazione che si batte per la sicurezza della rete, diritti civili e privacy, ha ottenuto la rappresentanza a Strasburgo.

I cittadini all’estero nell’Unione hanno potuto votare per il proprio Paese di origine grazie alla rete delle ambasciate. Un meccanismo utile per lavoratori, studenti, e… presidenti nazionali. Come nel caso di Janos Ander, capo di Stato dell’Ungheria, che ha votato nell’ambasciata del suo paese a Bruxelles. I cittadini magiari che hanno la residenza permanente in Ungheria hanno diritto ad esprimere il loro voto all’estero se sono in viaggio nel giorno delle elezioni. In Italia spesso le storie curiose si sono trasformate in occasioni di polemica.

A Venezia, un uomo si è rifiutato di votare perché nell’aula di una scuola media di Noale, paese della provincia, era presente un crocefisso. Ne è nato un diverbio con il presidente di seggio e sono dovuti intervenire i carabinieri. Per i pochi minuti del voto da parte dell’uomo si è provveduto a coprire, con discrezione, l’immagine sacra per poi renderla nuovamente visibile.

Poi l’emozione, si sa, fa brutti scherzi. A Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo, un elettore è uscito dalla cabina sostenendo di aver sbagliato a votare e di volere una seconda scheda. Il presidente ha spiegato che non era possibile e l’uomo é andato su tutte le furie. Ne é nata un’animata discussione culminata con l’intervento dei carabinieri. Chissà per chi avesse sbagliato a votare, per reagire così.

Infine a Tuscania, provincia di Viterbo, la moda dei selfie, gli autoscatti con lo smartphone, deve aver preso il sopravvento su un 50enne, sorpreso a fotografare il proprio voto col cellulare. A tradirlo il rumore dello scatto, che ha allarmato il presidente del seggio. Nel cellulare i carabinieri hanno ritrovato la foto incriminata. Identica disavventura anche a Montesilvano, provincia di Pescara, dove un uomo è stato colto a fotografare la scheda elettorale. Entrambi rischiano la reclusione da tre a sei mesi e una multa da 300 a mille euro. La morale? Meglio farli fuori dalle cabine i selfie. Magari davanti alla dimora di un leader politico, come nel caso di alcuni passanti che a Genova hanno voluto fotografarsi di fronte alla casa del leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo. Alcuni speravano di vederlo all’arrivo al seggio vicino a casa per votare. Chissà se alla fine ce l’hanno fatta.