Expo, Sergio Mattarella: “Sia punto di svolta. Diritto al cibo in Carta Onu”

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Maggio 2015 9:08 | Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2015 9:08
Expo, Sergio Mattarella: "Sia punto di svolta. Diritto al cibo in Carta Onu"

Expo, Sergio Mattarella: “Sia punto di svolta. Diritto al cibo in Carta Onu”

ROMA – “Nutrire gli abitanti della Terra, e garantire a tutti il diritto alla vita, è una questione cruciale”, “siamo in un cambio d’epoca” e “il cuore dell‘Expo di Milano sta in questo traguardo di portata storica, che non a caso viene proposto dopo la più grave e lunga crisi economica dal dopoguerra”. Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella saluta l’inaugurazione dell’Expo di Milano in una lunga intervista in prima pagina sul Corriere della Sera e auspica che il diritto al cibo sia riconosciuto nella Carta dell’Onu.  

Mattarella osserva che “la crisi ha prodotto ferite sociali” e che “da questo ciclo, ormai quasi decennale, uscirà un mondo diverso da quello di prima, per equilibri geopolitici e per distribuzione di ricchezze”. La sfida per i popoli sarà restare “protagonisti del loro destino”. Sulla “capacità dell’Italia di ripartire” il presidente dice di non aver mai avuto dubbi e anzi, “i segni di vitalità sono già visibili alla partenza dell’Expo”.

Il confronto sul tema dello sviluppo sostenibile attraverso il cibo è cruciale e in questo “l’Europa può svolgere un ruolo decisivo”, ma va rafforzata, spiega, “riducendone gli squilibri interni”. Questo importante appuntamento sia per l’Italia un punto di svolta anche nella gestione dei maggiori eventi nazionali sul fronte della corruzione che, aggiunge, è “un’infezione che può distruggere il corpo di una società”. Mattarella sottolinea gli “episodi gravi” rilevati dalla magistratura nella fase di costruzione dei padiglioni ma anche l’impegno sulla legalità.

Il presidente parla anche di immigrazione e definisce ”spaventoso” ciò che sta accadendo nel Mediterraneo che “mette a nudo miopia ed egoismi che, purtroppo, sono presenti nella nostra Europa“. Sul fronte immigrazione e sbarchi “l’Italia non si sottrarrà alle sue responsabilità”, ma servono politiche di lungo respiro cooperazione.