Fabrizio Cicchitto, mano alzata: “E il dibattito?”. Berlusconi: “Vieni a cena”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 1 ottobre 2013 10:17 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2013 10:18
Fabrizio Cicchitto con la mano alzata: "Ma il dibattito?". Berlusconi: "Vieni a cena"

Fabrizio Cicchitto con la mano alzata: “Ma il dibattito?”. Berlusconi: “Vieni a cena”

ROMA – Quella che si prospettava come una riunione dai toni accesi in cui sarebbe emerso il dissenso interno al Pdl si è risolta in poco tempo. Lunedì sera a parlare è stato solo Silvio Berlusconi: dopo un lungo monologo e un altrettanto lungo applauso c’era una sola mano alzata, ed è rimasta lì, ferma, immobile, inascoltata. Fabrizio Cicchitto, prima voce ad uscire fuori dal coro, ha cercato di aprire un dibattito ma gli uomini di Berlusconi glielo hanno impedito. Poi il Cavaliere lo ha invitato a cena.

Racconta Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera,

Brunetta fa segno di no, nervosamente, secco: no no, non esiste. Schifani mette su uno sguardo di circostanza. Dai, Fabrizio, non è il momento.

Cicchitto è rimasto lì ostinatamente per alcuni minuti con la sua mano destra alzata. Ma il dissenso è stato messo a tacere: nella riunione che ha ufficializzato la crisi, quella in cui Berlusconi ha dato i sette giorni a Lettaera stabilito che parlasse solo lui, Silvio Berlusconi.  Non per ricomposizione del dissenso, ma per silenzio imposto a eventuali dissenzienti e per consegnare all’esterno un messaggio di unità di intenti e di prospettive.

Racconta ancora Roncone, che il Cavaliere però intuisce e 10 minuti più tardi nel corridoio va a riprendere sotto braccio l’amico

Berlusconi capisce, con quel suo istinto pazzesco, rapace, e interviene subito: “Fabrizio, con i capigruppo avevamo deciso che avrei parlato solo io… ma se vuoi dirmi qualcosa, forza, vieni a cena da me, stasera…“.

Ma nella testa di Cicchitto risuona un dubbio: come si fa a votare dei provvedimenti se il governo probabilmente cadrà entro 48 ore? “O congeliamo le dimissioni dei ministri e, così facendo, vengono meno le ragioni per un voto di fiducia oppure il Pdl deve votare la fiducia” ha spiegato al termine della riunione del Pdl, sottolineando che “questo è l’unico modo per fare ciò che Berlusconi ha detto e cioè votare delle misure in pochi giorni”.