Fabrizio Corona smonta Salvini: “Lui all’Interno? E’ come se io fossi ministro della Giustizia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 giugno 2018 14:33 | Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2018 14:33
Fabrizio Corona smonta Salvini: "Lui all'Interno? E' come se io fossi ministro della Giustizia"

Fabrizio Corona smonta Salvini: “Lui all’Interno? E’ come se io fossi ministro della Giustizia”

ROMA – Salvini ministro dell’Interno? “E’ come se io diventassi ministro della Giustizia”. Ne è convinto Fabrizio Corona [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] che all’ingresso del Tribunale di Milano per l’ormai nota vicenda dei contanti nel controsoffitto, non lesina i soliti attacchi alla magistratura, ma pure al neonato governo giallo-verde.

Proprio mentre il premier Giuseppe Conte chiedeva la fiducia al Senato, Corona stroncava il nascente esecutivo: “Io non mi sento rappresentato da Di Maio e da Salvini – ha detto l’ex fotografo dei vip – Se entrassi in politica prenderei più di Di Maio e Salvini messi assieme”. E ancora: “Con i ministri e i presidenti del Consiglio che ci sono adesso potrei fare il premier anche io”.

L’ex re dei paparazzi si trovava in tribunale per il processo d’appello a suo carico che riguarda gli 1,7 milioni di euro, in parte trovati nel controsoffitto della casa della sua collaboratrice Francesca Persi e in parte in due cassette di sicurezza in Svizzera. In primo grado a giugno del 2017 era stato condannato a un anno per reati fiscali legati al mancato pagamento delle imposte da parte della sua società Atena, ma era stato assolto dalle accuse di intestazione fittizia dei beni, a fronte di una richiesta di 5 anni da parte della Procura. Recentemente però è stato scarcerato e i giudici gli hanno concesso anche di tornare a utilizzare i social network e rilasciare interviste.

Corona non ha risparmiato poi le solite accuse alla Procura di Milano “Questo atto di appello è vergognoso e ve lo dimostrerò – ha detto ai giornalisti – La differenza è che prima non potevo camminare, parlare e difendermi ora lo posso fare”. “In quell’atto – sostiene l’ex fotografo – ci sono bugie e falsità che sono querelabili da parte dello stesso Tribunale”.