Facebook contro Matteo Salvini: account sospeso, ha usato la parola “zingari”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Aprile 2015 10:29 | Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2015 10:38
Facebook contro Matteo Salvini: account sospeso, ha usato la parola "zingari"

Facebook contro Matteo Salvini: account sospeso, ha usato la parola “zingari”

MILANO – Anche Facebook se la prende con Matteo Salvini: account sospeso per 24 ore, il leader della Lega è “colpevole” di aver usato la parola “zingari“. “Facebook mi ha sospeso per 24 ore perché ho usato la parola zingari che usava mia nonna”, ha detto Salvini a Radio Padania.

Il segretario della Lega ha definito anche “ipocrita” l’Italia, dopo le polemiche per le sue parole sui campi rom da “radere al suolo”. Mercoledì, in tv, Salvini aveva avanzato una sua personale proposta per risolvere la questione rom: un preavviso di 6 mesi, poi le ruspe potrebbero radere al suolo gli accampamenti dei nomadi. Ecco le sue parole:

“Do un preavviso di sfratto di sei mesi e preannuncio la ruspa. Nel frattempo i Rom, come tutti gli altri cittadini, si organizzano: comprano o affittano casa. Poi io spiano e rado al suolo i campi Rom” che “in Europa non esistono”.

Non tutti hanno gradito, per prima la presidente della camera Laura Boldrini che ha giudicato “inquietanti” le parole di Salvini:

“Questo verbo radere lo trovo abbastanza inquietante – ha detto Boldrini -. Ritengo che i campi rom non debbano essere mantenuti, però ci devono essere soluzioni abitative alternative. Siamo d’accordo sul fatto che non ci devono essere campi ma questo non vuole dire annientare chi vi abita, ma fare seguire una politica abitativa come per tutti gli altri, tanto più che una buona fetta dei rom sono cittadini italiani. Non vedo perché ci debba essere una discriminazione”.

L’attacco più duro è arrivato da M5s.

“E’ un bugiardo, sa benissimo che nel 2009 è stata proprio la Lega a finanziare i campi nomadi con 60 milioni di euro”: lo ha detto il capogruppo M5s in Senato Andrea Cioffi.

Era il 2009, governava Berlusconi e fu un ministro leghista dell’Interno, Roberto Maroni, a rifinanziarli. Era un’altra Lega e Salvini allora era poco più che un “soldato semplice”: era l’anno in cui fu eletto europarlamentare e per questo si dimise da deputato.

L’intervento di Salvini non è piaciuto come prevedibile in Vaticano. A replicare a Salvini è stato Antonio Maria Vegliò, capo dicastero Vaticano per i migranti. E lo ha fatto con asprezza:

“Sono posizioni estreme, assurde, come quelli che dicono I musulmani? Li ammazzerei tutti o I migranti? Vadano tutti a casa loro. Sono frasi stupide, e non varrebbe nemmeno la pena perdere tempo per commentarle”.