Famiglia Cristiana contro Berlusconi: "Il commento su Gheddafi? Non ci si poteva aspettare altro"

Pubblicato il 20 ottobre 2011 19:38 | Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2011 19:38

ROMA, 20 OTT – ''Da uno che ha baciato l'anello al dittatore di Tripoli in vita non potevamo aspettarci che un glorificazione in morte: Sic transit gloria mundi". E' il commento di Famiglia Cristiana, che nell'edizione on line ha affidato a Alberto Bobbio il commento a quanto detto del presidente del Consiglio sulla morte di Gheddafi.

''Silvio Berlusconi non ci ha nemmeno pensato un attimo e la sua frase ha fatto immediatamente il giro del mondo. Ma lui è abituato così. Parla "apertis verbis", insomma chiaro e franco, come nella recente occasione del nome del suo nuovo partito. E lo fa "coram populo", senza chiedersi "cui prodest?", senza assolutamente riflettere, almeno una volta, "cum grano salis".

Certo "de gustibus non disputandum est". Eppure sarebbe meglio farlo: "Sapiens ut loquatur multo prius consideret" (un sapiente prima di parlare deve molto pensare). Ma non sembra la regola del nostro Presidente. Forse, dopo quel baciamano, era naturale associare gloria a Gheddafi: "Promissio boni viri est obligatio". (Le promesse delle persone per bene sono un impegno che va mantenuto). Anche con una fulminea dichiarazione "post mortem" ''.

''Il Cavaliere parla "pro domo sua", "sic et sempliceter", anzi "ridendo dicere verum", "sine ira et studio", neppure "una tantum". E non lo fa "ob torto collo", ma, "mirabile visu" (cosa incredibile a dirsi), insomma "more solito", "ex abrupto" (all'improvviso) "ex abundatia cordis" (dal profondo del cuore)'', aggiunge il settimanale dei Paolini.

''Cosa c'è stato tra lui e Gheddafi? Forse un "do ut des"? Se fosse vero sarebbe stato meglio una "damnatio memoriae" piuttosto che esercitarsi nel "carpem diem", nel cogliere l'attimo di una dichiarazione "ad hoc" sicuramente ed esageratamente "ad abundantiam". Tutto questo "absit iniuria verbo", sia detto senza offesa'', conclude Famiglia Cristiana.