Ricetta farmaci: principio attivo sì, ma se il medico vuole anche la marca

Pubblicato il 30 luglio 2012 20:49 | Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2012 12:49
Renato Balduzzi

Renato Balduzzi (Foto LaPresse)

ROMA – Non solo il principio attivo: il medico che lo vorrà potrà indicare sulla ricetta per il proprio paziente anche la marca del farmaco da assumere. E’ cambiata quindi la contestata norma sui farmaci “griffati” contenuta nel decreto sulla spending review, per cui il governo Monti ha chiesto e ottenuto la fiducia al Senato il 31 luglio.

Il maxi-emendamento del governo prevede per il medico ”la facoltà” di indicare nella ricetta il farmaco di marca. E se quest’indicazione è motivata dal medico diventa vincolante per il farmacista.

Viene così confermata la prima parte del comma contestato: ”Il medico che curi un paziente, per la prima volta, per una patologia cronica, ovvero per un nuovo episodio di patologia non cronica, per il cui trattamento sono disponibili più medicinali equivalenti è tenuto ad indicare nella ricetta del Servizio sanitario nazionale la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco”.

Ma il maxi-emendamento aggiunge una clausola: ”Il medico ha facoltà di indicare altresì la denominazione di uno specifico medicinale a base dello stesso principio attivo; tale indicazione è vincolante per il farmacista ove in essa sia inserita, corredata obbligatoriamente di una sintetica motivazione, la clausola di non sostituibilità”, prevista dal decreto sulle liberalizzazioni.

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