“Fassina chi?”. Quando “Letta chi?” Renzi scatena i partiti, Pd in subbuglio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 gennaio 2014 9:23 | Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2014 10:20
Piero Fassina (LaPresse)

Piero Fassina (LaPresse)

ROMA  – Le dimissioni di Stefano Fassina e le parole insultanti di Matteo Renzi che le hanno provocate (Fassina chi? Quando arriverà il Letta chi? come anticipa nella sua vignetta sul Corriere della Sera Giannelli) scatenano la politica e soprattutto i deputati del Pd che si dividono.

Il ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio, in un’intervista al Corriere della Sera, spiega:

“Conosco Renzi e non credo che volesse insultare. Certo, quella battuta non ha aiutato. Fassina è una persona coerente e seria, ha dato seguito a quanto aveva già detto nei giorni scorsi su compagine governativa e nuovo Pd. Credo che tutti i ministri pd si sentano rappresentati da Renzi. Non vedo rischi di frattura nel Pd e neppure nel governo, però sarebbe stata più utile una discussione approfondita che un’ accelerazione di questo tipo. Sulla legge elettorale, il dialogo è aperto con tutti. È ovvio che l’accordo debba partire dal perimetro di maggioranza. Quanto alle unioni civili, spero in una discussione trasparente. Il riconoscimento delle unioni civili etero e omo rappresenta il superamento di una potenziale discriminazione e un adeguamento all’Europa e all’ Occidente. Non c’è contrapposizione con il sostegno alla famiglia, come sostiene il Ncd: basti pensare che le ultime politiche per la famiglia risalgono al governo Prodi, 1996”.

L’ex candidato alle primarie Pippo Civati, in un’intervista Repubblica spiega che

 “Se ogni volta che uno propone qualcosa che non aggrada, Renzi tira fuori tanta supponenza, chi si azzarda più a sollevare la minima critica? Anzi, anticipo Renzi e me lo dico già da solo: Civati chi?”.

Tuttavia Stefano Fassina

 “forse non aspettava altro per mollare, e ha colto al volo l’occasione. Dentro il governo la sua posizione si stava facendo sempre più difficile, la sua linea in rotta di collisione con quella del nuovo segretario”.

Il presidente del Pd Gianni Cuperlo, anch’esso ex candidato alle primarie, chiede invece a Renzi rispetto

”Sono colpito per le dimissioni di Stefano Fassina. E ancor più dispiaciuto per l’episodio che le ha generate. In un partito servono le idee ma, assieme, serve il rispetto per le persone. Tutte, a cominciare da quelle che fanno parte della tua stessa comunità. Oggi la battuta del segretario del nostro partito non è stata una traduzione felice di questo spirito. Mi auguro si tratti di un incidente e nulla più”

Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, sul suo profilo Facebook scrive:

“Da quel poco che ho appena letto Fassina si sarebbe dimesso per questioni correntizie del Pd. Renzi spingerebbe per un governo più omogeneo alla sua corrente. Ma Renzi non diceva basta alle correnti? Non ha vinto predicando il superamento delle correnti? Non capisco, ma comincio a preoccuparmi…si comincia così e si finisce alle scissioni. E poi che succede nelle aree in cui nel partito Renzo non ha vinto?. Lo scrive il quale prosegue con un avvertimento: ”attenzione a non continuare la bella tradizione della sinistra italiana, quella della’scissione della scissione della scissione perché si arriva all’atomo. Comunque se e vera la risposta ‘Fassina chi?’ si tratta di un segnale proprio brutto. Una cosa seria”.

Oltre al Pd, le dimissioni del sottosegretario fanno commentare anche gli esponenti degli altri partiti. Daniela Santanchè di Forza Italia,  nota che

“Spiace vedere che Fassina ha piu’ coraggio e dignità di Alfano: non si può stare al governo con chi ti umilia e ti sbeffeggia tutti i giorni. Ma agli amici del Nuovo CentroDestra dico: non è mai troppo tardi”.

Per Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al parlamento europeo

 “Fassina che ha dimostrato di avere le balls of steel. Ha fatto bene a non piegarsi all’umiliazione che gli ha inflitto Renzi. E’ una crisi profonda del Pd e della maggioranza che dovrebbe spingere Letta a dimettersi per far spazio a Renzi, proprio come Fassina ha fatto spazio ai renziani al governo”. 

Per il portavoce della segreteria del Pd, Lorenzo Guerini

“Oggi  [sabato 4 gennaio n.d.r] si è tenuta una segreteria sulle priorità per il Paese: legge elettorale, jobs act. Non c’è davvero motivo di fare polemiche, ma di lavorare, e molto. Dispiace che il viceministro Fassina esprima in questo modo il suo disagio riguardo alla sua presenza nel Governo”.

Esplicito Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma:

“Fassina con la scelta di dimettersi dimostra molta più dignità e coerenza politica che mediamente si ritrova nella nostra classe dirigente. È raro trovare una persona che per le proprie idee rinuncia a rimanere attaccato a una poltrona importante. Al di là della diversità di opinioni questo va dato atto lealmente a una persona seria come Fassina, anche se questo è chiaramente l’atto di avvio della destrutturazione del governo Letta-Alfano da parte di Renzi”. 

Per il deputato di Scelta Civica, Gianfranco Librandi

“Le dimissioni di Fassina sono state la risposta più logica e moralmente dignitosa alle parole del suo segretario di partito Matteo Renzi, il quale a mio parere oggi ha dato una dimostrazione di arroganza che va oltre la politica e sconfina purtroppo nella buona educazione e nel rispetto degli altri”.  

Su Twitter, Licia Ronzulli, l’europarlamentare di Forza Italia famosa per le foto che la ritraggono in Aula insieme alla figlia di pochi anni, scrive:

E Renzi fa fuori il primo. È solo l’inizio. Il governo continua ad essere ostaggio delle lacerazioni interne al Pd. Ragione in più per tornare subito alle urne”.  

Tornando agli esponenti del Pd, il deputato Ernesto Carbone ironizza:

“Fassina in 8 mesi è la seconda volta che si dimette. Buona la seconda”. 

Sulla stessa riga Il senatore Pd Andrea Marcucci:

“Stefano Fassina si è dimesso per la seconda volta. Poco serio sfruttare una evidente incomprensione, per tentare di alimentare polemiche superate. Si lascia un incarico di governo quando si dissente da una linea politica, non per futili motivi. Oggi con il segretario Renzi il Pd ha parlato dei problemi del Paese e delle proposte al governo non saranno le decisioni strumentali di Fassina a mutare il clima di grande collaborazione che c’è nel partito”.

Il deputato Pd Alfredo D’Attorre solidarizza con Fassina:

“Le dimissioni di Stefano Fassina sono un colpo da non sottovalutare per il governo Letta. Spiace francamente che il neo segretario Renzi, cui tutto il partito sta assicurando lealtà e sostegno in queste sue prime settimane di attività, si sia lasciato andare a una battuta del tutto fuori luogo rispetto a una personalità che in questi mesi ha svolto un compito prezioso e impegnativo nella squadra di governo. E’ evidente che di questo passo la tenuta del governo e’ fortemente a rischio. Non è più tempo di sottovalutazioni e ipocrisie. Tocca al segretario del Pd e al capo dell’esecutivo dare una risposta chiara e risolutiva al problema posto dalle dimissioni di Fassina”.  

Maurizio Sacconi, capogruppo di Nuovo Centrodestra al Senato, parla invece di rispetto umano

“Le dimissioni di Fassina evidenziano un aspetto pre-politico che in questo tempo appare purtroppo ricorrente: il rispetto umano che si deve a qualunque avversario interno ed esterno alla propria parte politica. Ho convinzioni profondamente diverse da quelle di Fassina anche se nell’annuale seminario di Norcia promosso dalla Fondazione Magna Carta abbiamo insieme riconosciuto la necessità di rivalutare l’umanesimo politico. Voglio augurarmi che proprio questa dimensione possa ricomporsi senza nulla togliere al confronto franco delle idee”.