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Lega, Calderoli: “Federalismo pronto al 99%, ora cambiamo la Costituzione”

Arriverà la prossima settimana al Consiglio dei Ministri il decreto legislativo attuativo sul federalismo sui fabbisogni standard che riguarda Comuni e Province. Lo ha confermato il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, durante il suo intervento a un dibattito organizzato dall’Aspen su federalismo e il Mezzogiorno.

Poi arriveranno altri decreti, di cui Calderoli ha fornito un calendario dettagliato, e ”con questo il 99% del federalismo è concluso. Da gennaio 2011 dovremo affrontare la riforma della Costituzione perchè il pesce puzza dalla testa se la lasci non risolvi nulla”.

Calderoli ha spiegato che giovedì alle 15:30 è stata sottoscritta una intesa tra il Ministero dell’Economia, l’Anci e l’Upi proprio su fabbisogni standard che riguardano Comuni e Province. Sempre prima dell’estate arriverà il decreto sui costi standard che riguarda le Regioni e sempre prima della pausa estiva ci sarà il decreto sul federalismo fiscale municipale. Dopo un ulteriore provvedimento sul federalismo fiscale per le Province e le Regioni.

Il calendario di Calderoli prevede poi che entro fine anno si metta mano al codice delle autonomie e da gennaio alla riforma costituzionale che dovrà portare al Senato federalista.

Per l’attuazione del federalismo ”la strada è ancora in salita: tutti dicono di volere il federalismo con le parole ma ci sono più persone che frenano che acceleratori”. 

”Facciamo che stavolta Cristo non si fermi ad Eboli – ha detto Calderoli – facciamolo andare più a fondo”. Sempre parlando delle difficoltà del percorso verso il federalismo, Calderoli ha ricordato tutte le difficoltà affrontate per avviare il processo, ma ha aggiunto: ”Non vogliamo fare il muro del pianto, siamo andati avanti”.

Tra gli esempi portati da Calderoli quello sul federalismo demaniale: ”I beni dello Stato erano gestiti male, ad esempio le spiagge fanno incassare allo Stato 96 milioni ma fatturano miliardi. Per la captazione dell’acqua la maggiore azienda di bibite paga cinquemila euro l’anno. Non sta più in piedi”.

Infine Calderoli riconosce il ruolo fondamentale del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, seduto vicino a lui durante il dibattito: ”Con le varie manovre fatte il ministro Tremonti – dice Calderoli – è il più grande garante dell’unità nazionale”.

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