Federalismo, c’è l’accordo governo-regioni. Errani e Polverini: “Accolte le nostre richieste”

Pubblicato il 24 Marzo 2011 19:18 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2011 19:22

ROMA – Il confronto è stato lungo e duro, le Regioni non si sono arrese ed hanno ottenuto tutto quello che chiedevano. A partire dai 425 milioni che servono loro per finanziare il trasporto pubblico locale. E hanno quindi ribadito (dopo il sì di dicembre) il proprio parere favorevole al decreto sul federalismo fiscale regionale e i costi standard in sanità. E’ finito con una fumata bianca, oggi, il braccio di ferro che ha diviso governatori ed esecutivo per settimane.

”Ci sono le condizioni per affermare che il Governo rispetta tutti i punti dell’accordo del 16 dicembre 2010, a partire dai 425 milioni di euro fuori dal Patto di stabilita’ per il trasporto pubblico locale”, ha affermato oggi visibilmente soddisfatto il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani. Tra le altre novità, non scatterà dal 2011 ma dal 2013 la ”manovrabilità” dell’addizionale regionale Irpef prevista dal decreto legislativo sul federalismo regionale; ci sarà la fiscalizzazione delle risorse per il trasporto pubblico locale a decorrere dal 2012, con conseguente soppressione dei trasferimenti statali alle Regioni relativi al trasporto pubblico locale; verranno istituiti, nel bilancio delle Regioni a statuto ordinario, due fondi, uno a favore dei comuni, l’altro a favore delle province e delle città metropolitane, alimentati dal fondo perequativo dello Stato.

In cambio le Regioni hanno garantito un maggiore impegno sul fronte degli ammortizzatori sociali in deroga per gli anni 2011-2012: la partecipazione del Governo passa dal 70 al 60% e alla differenza le Regioni potranno compartecipare con una quota del Fondo sociale europeo. ”Finalmente si conclude positivamente questa partita”, ha commentato la presidente del Lazio, Renata Polverini. ”La soluzione che avevo proposto è stata vincente”, ha detto l’assessore alle Finanze della Lombardia Romano Colozzi, coordinatore della Commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni, riferendosi al fatto che l’accordo raggiunto oggi completa l’attuazione del cosiddetto ‘lodo Colozzi’ che aveva permesso a Governo e Regioni di trovare, il 16 dicembre scorso, una mediazione sul federalismo fiscale.

Soddisfatto si dice il presidente del Consiglio lombardo, Davide Boni (Lega Nord). ”Alla fine l’impegno delle Regioni è stato premiato e nel Governo abbiamo trovato un interlocutore responsabile e attento come il ministro Calderoli”, ha osservato il presidente della Regione del Veneto, il leghista Luca Zaia. Per il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota (Lega Nord), la riforma sul federalismo sulla quale è stato trovato l’accordo Governo-Regioni è ”storica per tutte le Regioni”. Molto più tiepido l’assessore al Federalismo della Regione Puglia, Maria Ida Dentamaro. ”Il decreto sul federalismo ha visto l’accoglimento di quasi tutti gli emendamenti proposti dalle Regioni – ha detto – è quindi migliore di come era stato scritto all’inizio, ma per il Sud non facciamo salti di gioia”.

Intanto i risultati ottenuti dalle Regioni producono il risultato di sollevare le proteste di Province e Comuni. ”Un accordo che preveda la riduzione del taglio ai trasferimenti per le sole Regioni è del tutto impensabile. Il Governo estenda da subito la misura anche a Province e Comuni”, ha chiesto il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione. Sulla stessa linea il presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino: ”Se si vuole ridurre il taglio ai trasferimenti statali, questo deve valere nei confronti di tutti i livelli istituzionali della Repubblica”.