Federalismo municipale: sì alla fiducia, ma la maggioranza si ferma a 314

Pubblicato il 2 Marzo 2011 19:51 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2011 21:23

ROMA – La Camera approva la fiducia sul decreto del federalismo municipale. La maggioranza, però, si attesta al di sotto della soglia “di sicurezza” di 320 deputati. Bossi ne aveva chiesti addirittura 330. Alla fine i voti a favore sono stati 314, ovvero due in meno rispetto alla maggioranza assoluto. A votare no sono stati 291 deputati.

Il premier, Silvio Berlusconi, si è però detto tranquillo sui numeri. Uscendo dall’Aula ha detto: ”Sono tranquillo. Sappiamo che ci sono diverse persone in missione e due malati, la maggioranza è di 320”.

Ad astenersi sono stati i due deputati delle Minoranze linguistiche, Brugger e Zeller. I deputati in missione erano sette, di cui due del Pdl (i presidenti di commissione Gianfranco Conte e Paolo Russo), Salvatore Lombardo e Carmelo Lo Monte dell’Mpa (che pure aveva svolto la dichiarazione di voto per il suo partito), la Liberaldemocratica Daniela Melchiorre, Luca Volonte’ dell’Udc e Mario Brandolini del Pd. A non partecipare al voto sono stati in 15. Per la maggioranza erano assenti Giancarlo Abelli e Giuseppe Palumbo del Pdl, Daniele Molgora della Lega, Antonio Gaglione e Calogero Mannino del gruppo Misto. Quanto all’opposizione, non hanno risposto alla chiama Andrea Ronchi e Giulia Cosenza di Fli, Roberto Commercio e Ferdinando Latteri dell’Mpa, Sergio Piffari di Idv, Marco Fedi e Maria Paola Merloni del Pd e Anna Teresa Formisano e Luca Volonte’ dell’Udc. Alla chiama non ha risposto neppure il liberaldemocratico Italo Tanoni. L’unico gruppo presente con il 100% dei suoi deputati e’ stato Iniziativa Responsabile.

Tutti i deputati della Lega hanno sventolato nell’Aula della Camera le bandiere delle regioni del Nord e con il sole delle Alpi, dopo che il vicepresidente Antonio Leone ha proclamato il risultato della votazione sulla fiducia sul federalismo municipale. Fra i leghisti c’era anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che si è unito all’applauso dei deputati del Carroccio. Vedendo la scena, Leone ha chiesto l’intervento dei commessi per rimuovere le bandiere sospendendo brevemente la seduta.

Bossi: siamo quasi al tetto. Umberto Bossi ricorre ad una metafora per esprimere la sua soddisfazione dopo l’approvazione del federalismo municipale alla Camera. ”Abbiamo fatto un giro di mattoni in piu’, siamo quasi al tetto: abbiamo iniziato anche il federalismo regionale”, spiega il senatur uscendo dall’Aula al termine del voto di fiducia che da’ il via libera definitivo al provvedimento.

L’approvazione del decreto del federalismo fiscale sul fisco comunale segna, di fatto, il primo giro di boa importante per la riforma bandiera della Lega. Si tratta del quarto dei decreti attuativi che, dopo il via libera in Cdm e il passaggio al Quirinale, vedra’ la luce in maniera definitiva. Il passaggio successivo sara’ quello relativo al decreto su fisco regionale e ai costi standard della sanita’ in esame in commissione bicamerale per il federalismo fiscale. Ecco, in sintesi, lo stato del ‘cantiere’ della riforma:

FISCO MUNICIPALE, ULTIMA TAPPA – Dopo il voto con la fiducia sulla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro Calderoli alla Camera, il decreto sul fisco municipale andra’ giovedi’ in Consiglio dei ministri per il via libera definitivo e passera’ poi al Quirinale per l’emanazione.

DECRETI GIA’ APPROVATI – Si tratta del quarto decreto attuativo della legge delega sul federalismo fiscale che vede la luce. Prima di questo il federalismo demaniale, approvato in via definitiva il 20 maggio 2010 che prevede la devoluzione dallo Stato ai territori di beni immobili del valore inventariale di 3,6 miliardi (nel paniere 12mila beni tra i quali ‘pezzi’ di Dolomiti, spiagge e fari). Dopo il federalismo demaniale il 17 settembre scorso e’ stato approvato in via definitiva il decreto su Roma Capitale, che ha trasformato il Consiglio Comunale in Assemblea capitolina. Il terzo decreto, quello sui fabbisogni standard di Comuni e Province, e’ stato approvato in via definitiva dal Cdm il 18 novembre scorso. Sugli standard e’ al lavoro la Sose (la societa’ per gli studi di settore).

FISCO REGIONI E STANDARD SANITA’ – La commissione bicamerale sta gia’ lavorando su questo provvedimento che ha avuto l’ok, dopo quello preliminare del Cdm, della Conferenza unificata, anche se le Regioni hanno proposto una serie di modifiche. Dovrebbe essere licenziato dall’organismo presieduto da Enrico La Loggia entro l’11 marzo, ma non e’ escluso che possa esserci una richiesta di proroga (come previsto dalla legge delega). Dopo il passaggio in bicamerale (salvo si verifichino situazioni come quella del pareggio che c’e’ stato sul fisco comunale) dovra’ tornare in Consiglio dei ministri per il via libera definitivo e poi andra’ alla firma del presidente Napolitano.

PREMI E SANZIONI, PEREQUAZIONE INFRASTRUTTURE, BILANCI – Il decreto sui premi e le sanzioni per gli enti locali, ha gia’ avuto il via libera preliminare, ‘salvo intese’ del Consiglio dei ministri il 30 novembre scorso. Prevede sanzioni dure per chi amministra male che arrivano fino alla decadenza e all’ineleggibilita’ per 10 anni per i sindaci ‘in rosso’. E’ all’esame della conferenza unificata. Sono al vaglio della conferenza unificata, dopo l’ok preliminare del Cdm il 26 novembre, anche i decreti sulla perequazione infrastrutturale (una parte del Piano per il Sud) quello per l’armonizzazione dei bilanci di tutti i livelli di governo (approvato in Cdm il 17 dicembre).

I CORRETTIVI – Una volta approvati in via definitiva tutti i decreti il governo avra’ tempo due anni per i decreti correttivi. E’ gia’ annunciato un decreto sulla revisione della Tarsu e uno sul riordino dell’Irpef comunale.

RIFORMA ENTRO SETTEMBRE – Secondo la legge delega tutti i decreti attuativi vanno approvati entro il 21 maggio di quest’anno (a due anni dall’approvazione della legge 42), ma il ministro Calderoli ha fatto sapere che chiedera’ una proroga di 4 mesi della delega dopo l’ok a fisco municipale e regionale.