Politica Italia

Federalismo, niente fondi ai Comuni che non collaborano

Chi non collabora per il federalismo resterà a bocca asciutta: fondi bloccati per Comuni e Province. Lo prevede la bozza del decreto legislativo che è stato esaminato questa mattina dal Consiglio dei ministri.

Il testo stabilisce infatti che la Sose (Societa’ per gli studi di settore) possa chiedere ai comuni e alle province di fornire, entro 60 giorni, tutti i dati necessari alla definizione dei fabbisogni standard. Chi non dovesse collaborare sara’ ”sanzionato con il blocco, sino all’adempimento dell’obbligo, dei trasferimenti a qualunque titolo erogati”.

”La società per gli studi di settore-Sose – si legge nella bozza del decreto legislativo sul federalismo – può predispone appositi questionari funzionali a raccogliere i dati contabili e strutturali dai comuni e dalle province. Ove predisposti e somministrati, i comuni e le province restituiscono per via telematica, entro sessanta giorni dal loro ricevimento, i questionari compilati con i dati richiesti, sottoscritti dal legale rappresentante e dal responsabile economico finanziario”.

”La mancata restituzione, nel termine predetto, del questionario interamente compilato – viene stabilito – è sanzionato con il blocco, sino all’adempimento dell’obbligo di invio dei questionari, dei trasferimenti a qualunque titolo erogati al Comune o alla Provincia e la pubblicazione sul sito del Ministero dell’interno dell’ente inadempiente”.

Nella bozza in cantiere è previsto lo stop a partire dal 2012 della spesa storica, ma con un attuazione graduale che prevede l’entrata a regime per tutte le spese nel 2016. Il testo prevede infatti che il 2012 sia ”individuato quale anno di avvio della fase transitoria comportante il superamento del criterio della spesa storica”. Gia’ il prossimo anno, però, si legge nel testo ”il criterio dei fabbisogni standard è determinato riguardo ad almeno un terzo delle funzioni fondamentali” di Comuni e Province. Nel 2012 il criterio ”è determinato riguardo ad almeno due terzi delle funzioni fondamentali” e ”nel 2013 il criterio dei fabbisogni standard è determinato riguardo a tutte le funzioni fondamentali con un processo di gradualità diretto a garantire l’entrata a regime nell’arco del triennio successivo”.

In pratica l’entrata a regime sarà nel 2016. Il testo prevede inoltre un meccanismo di revisione costante dei fabbisogni standard per garantire l’efficienza dei servizi. ”Al fine di garantire continuità ed efficacia al processo di efficientamento dei servizi locali – si legge -i fabbisogni standard vengono rideterminati, non oltre il terzo anno successivo alla loro precedente adozione”.

Nella determinazione dei fabbisogni standard ai quali Comuni e Province dovranno adeguarsi in base al federalismo conterà anche il ”grado di soddisfazione degli utenti”. La Sose, si legge infatti nel testo, ”predispone le metodologie occorrenti alla individuazione dei fabbisogni standard e ne determina i valori con tecniche statistiche che danno rilievo alle caratteristiche individuali” degli enti. Questo ”utilizzando i dati di spesa storica e tenendo anche conto della spesa relativa a servizi esternalizzati o svolti in forma associata, considerando una quota di spesa per abitante e tenendo conto della produttività e della diversità della spesa in relazione all’ampiezza demografica, alle caratteristiche territoriali, con particolare riferimento alla presenza di zone montane, alle caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei predetti diversi enti, al personale impiegato, alla efficienza, all’efficacia e alla qualità dei servizi erogati nonché al grado di soddisfazione degli utenti”.

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