Federica Saraceni, la figlia di Aldo Moro: “Perché Stato premia brigatisti e punisce vittime del terrorismo?”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Ottobre 2019 11:26 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2019 11:26
Federica Saraceni, la figlia di Aldo Moro: "Perché Stato premia brigatisti e punisce vittime del terrorismo?"

In foto Maria Fida Moro, primogenita dello statista Dc ucciso dalle Brigate Rosse

ROMA – “Perché lo Stato premia i brigatisti e penalizza le vittime del terrorismo?”. Se lo domanda Maria Fida Moro, primogenita di Aldo Moro che in una intervista a Radio Cusano Campus commenta così il caso di Federica Saraceni, l’ex brigatista finita nella bufera per aver ottenuto il reddito di cittadinanza nonostante si trovi ai domiciliari per l’omicidio D’Antona.

Ai microfoni di L’Italia s’è desta, la figlia dello statista Dc ucciso dalle Brigate Rosse, si è detta “furibonda”. “Non andrò via da questo pianeta se prima non avranno applicato la legge su mio padre e per tutti quelli che hanno diritto”. Il riferimento è alla legge 206 del 2004 per le vittime del terrorismo che, spiega, “a tutt’oggi rimane inapplicata” per il padre che di quella stagione è senz’altro l’emblema. 

A proposito del caso Saraceni, Maria Fida Moro sostiene: “La legge prevede questa cosa per questa ragazza, benissimo, la applichi. Perché, però, lo Stato non applica la l. 206/2004 per le vittime del terrorismo? Non è che lo Stato se ne dimentica, lo fa apposta”. “Sapete cosa risponde l’Agenzia delle entrate ogni volta che Camera e Senato chiedono il parere favorevole per applicare la legge? ‘A Moro non lo daremo mai, per Moro non vale’. Andrei lì con un lanciafiamme e brucerei tutte le loro carte”, aggiunge.

“I principi della Costituzione – rimarca – non vengono applicati a un Costituente, a chi la Costituzione l’ha scritta. Io penso che questo sia legato a grande stupidità oltre che a una cattiveria inutile. Farò causa all’Agenzia delle entrate – annuncia – per violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Questi signori possono anche pensare ‘a Moro mai’, ma non possono dirlo e utilizzarlo come motivazione. Se mio figlio dovesse chiedere il reddito di cittadinanza – rilancia – troverebbero una scusa per non darglielo. Se ci iscrivessimo all’Isis e mettessimo delle bombe – è la provocazione – forse ce lo darebbero”.

“Sono furibonda con le modalità dello Stato oltre che per la sostanza e mi sono stancata del danno e delle beffe. A tutti hanno applicato questa legge per le vittime del terrorismo, tranne a Moro”, recrimina Maria Fida Moro. “Nell’ultimissimo periodo – riprende – la presidente del Senato e il suo consulente giuridico si stanno interessando di questa cosa, l’orrore però non è su di me, perché io sto male e morirò, però o cancellate Aldo Moro da simbolo delle vittime oppure gli applicate la legge. A me non importa niente se i brigatisti hanno i loro diritti, però mi consenta di dire che questo non è uno Stato di diritto”. 

Quindi conclude minacciosa: “Io adesso racconterò il caso Moro com’era veramente. L’ho lasciato scritto in 5 diversi continenti che doveva uscire in caso di mia morte, o di strani incidenti ma adesso mi sono rotta e lo racconterò. Molta gente deve tremare. Loro non possono parlare di legalità, non devono pronunciare questo termine”.

Fonte: Radio Cusano Campus