Femminicidio, la Camera approva la mozione contro la violenza sulle donne

Pubblicato il 4 Giugno 2013 20:39 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2013 20:40

violenza_donneROMA – Uomini e donne insieme nella lotta contro il femminicidio: dopo il sì unanime alla Convenzione di Istanbul, è giunto l’ok (anche questo unanime) della Camera alla mozione unitaria contro la violenza sulle donne. Tutti i deputati presenti (521) hanno detto sì al documento che, fondendo le originarie mozioni presentate da tutti i gruppi parlamentari, fornisce una sorta di road map contro lo stalking e ogni altra violenza contro le donne. Con la mozione si impegna il governo a recepire nell’ordinamento interno i contenuti della Convenzione di Istanbul (ora all’esame del Senato).

Tra i punti-chiave: il varo di un nuovo Piano nazionale contro la violenza, le molestie, gli atti persecutori, i maltrattamenti sulle donne, fondato sulla prevenzione, protezione, e certezza della pena”; l’istituzione di un Osservatorio permanente nazionale; la formazione specializzata degli operatori; campagne di sensibilizzazione, numeri verdi e numeri di pubblica utilità; promozione di messaggi pubblicitari; potenziamento di servizi e assistenza per le vittime e strutture ad hoc”.

Inoltre si punta a ”ripristinare e implementare” il fondo a sostegno del piano nazionale di azione contro la violenza sulle donne; e si stabilisce che ogni anno venga presentata alle Camere una relazione sullo stato di attuazione del nuovo piano nazionale antiviolenza, delle normative e dei dati elaborati dall’Osservatorio. Il ministro delle pari opportunità, Josefa Idem nel dare il parere favorevole alla mozione, ha assicurato il suo impegno per forme di finanziamento ‘duraturo’. ”Per far fronte a un fenomeno sociale e culturale di così vasta portata quale è quello della violenza contro le donne – ha detto il ministro – sono necessarie risorse finanziarie da parte dello Stato e degli enti territoriali, ed è su questo fronte che intendo impegnarmi per reperire forme di finanziamento durature, anche di derivazione europea, che possano consentire soprattutto ai Centri antiviolenza di poter assicurare, in via continuativa, l’adeguata assistenza alle donne vittime di violenza”.

”Poichè è necessario disporre di informazioni complete e aggiornate, quantitative e qualitative, sul fenomeno – ha spiegato – è mia intenzione costituire un Osservatorio nazionale sulla violenza di genere e sullo stalking che raccolga, tra l’altro, dati uniformi in linea con quanto richiesto anche dall’Ue”. Anche il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Sesa Amici ha fatto sapere che il Governo ”è intenzionato a raccogliere in tempi brevi le indicazioni del Parlamento sul contrasto ad ogni forma di violenza contro le donne”.