Festa della Donna, Mara Carfagna alla Boldrini: “Ministra? Priorità sono altre”

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Marzo 2015 14:16 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 14:16
Festa della Donna, Mara Carfagna alla Boldrini: "Ministra? Priorità sono altre"

Laura Boldrini, Mara Carfagna

ROMA – Si può dire la ministra, non è cacofonico“. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ci ha tenuto a ribadirlo con tanto di lettera alle colleghe e i colleghi deputati, in vista della Festa della donna, che cade questa domenica 8 marzo. E l’ex ministra e attuale portavoce dei deputati di Forza Italia, Mara Carfagna, ha pensato di risponderle con lo stesso mezzo, ristabilendo un più giusto e concreto ordine tra le priorità del governo:

“Cara presidente, la ringrazio per la lettera che ha voluto inviare a me, ai colleghi ed alle colleghe per sensibilizzarci all’uso di un “linguaggio adeguato” che rispetti “l’identità di genere” di ciascuno dentro l’Aula.

Come Ella certamente saprà,, soltanto qualche giorno fa la Camera dei deputati ha scongiurato in extremis la chiusura di un centro all’avanguardia nell’accoglienza di minori abusati e vittima di violenza, altri centri sono a rischio ed è cominciato lo smantellamento di alcuni istituti e case-rifugio per donne costrette ad abbandonare le loro case; sono conseguenze di scelte – ad avviso mio e del mio partito sbagliate – fatte dall’esecutivo in carica, che non ha mai voluto nominare un ministro – o ministra – per le Pari Opportunità.

Le sarei dunque molto grata se volesse utilizzare le Sue possibilità di moral suasion per sensibilizzare i colleghi della maggioranza e dell’opposizione anche ad occuparsi di quelle che sono le vere emergenze del Paese e, di conseguenza, delle donne, tra le quali certamente non si può contemplare l’uso degli articoli e dei termini maschili o femminili per appellare “i deputati” o “le deputate”, “il ministro” o “la ministro”.

Peraltro – se mi consente un parere personale – non ho mai ritenuto offensivo né disdicevole essere chiamata “il ministro” o “il deputato”. La politica resta la forma più straordinaria di impegno civile e, per questa ragione, ritengo che prima di discutere e confrontarsi su come ci si debba chiamare dentro al Parlamento, tutti si abbia l’obbligo di affrontare e risolvere i problemi degli italiani, con spirito unitario”.