Cinema, scoppia la “guerra dei festival”: lite Galan Alemanno

Pubblicato il 25 Marzo 2011 13:52 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2011 13:52

Gianni Alemanno al Festival del Cinema (foto LaPresse)

ROMA – Il tempo di accomodarsi sulla sua poltrona di ministro e fare una chiacchierata con un paio di giornali e subito arriva il primo scontro. Il neo ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan inizia con una litigata a distanza col sindaco di Roma Gianni Alemanno. Motivo del contendere? Il Festival del Cinema di Roma, idea voluta e realizzata da Walter Veltroni che, però, Alemanno sembra assolutamente intenzionato a difendere.

Inizia tutto con le interviste di Galan, tre nello stesso giorno, a Sole 24 Ore, Mattino e Stampa. Il neo ministro spiega che due Festival del Cinema che si fanno concorrenza, Roma e Venezia, gli sembrano decisamente troppi e che sarebbe opportuno rimettere mano al senso della rassegna della Capitale e puntare (che poi significa metterci i soldi) su Venezia.

Alemanno, manco a dirlo, non l’ha presa bene neanche un po’. E la risposta arriva in un battito di ciglia: “Al ministro Giancarlo Galan voglio dire due cose. Primo che quella tra il Festival di Roma e quello di Venezia è ormai una polemica superata. E un ministro della Repubblica deve unire i territori e non dividerli riaprendo vecchi e superati contenziosi. Secondo, il Festival di Roma lo pagano innanzitutto sponsor privati e poi, solo in minima parte, le istituzioni del territorio, mentre il ministero ci dà soltanto 200 mila euro su progetti mirati a fronte di 7 milioni di euro che ogni anno vengono dati in maniera fissa al Festival di Venezia”.

Quindi, per il sindaco, di chiudere bottega non se ne parla: “Quindi se continuare a svolgere il Festival del cinema lo decide la città di Roma, sia sul lato istituzionale sia, soprattutto, sul versante della società civile e del mondo culturale. E noi abbiamo già deciso da tempo di andare avanti con un Festival che continua a crescere ogni anno e ha sempre maggiori riscontri nazionali e internazionali”.

In soccorso di Alemanno si schiera anche un “nemico” come il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti: “Che noia! Anche oggi abbiamo a che fare con la solita e pretestuosa polemica, ovviamente contro Roma, da parte di esponenti del governo leghista di destra guidato da Silvio Berlusconi. Ora è il turno del neo ministro Galan, che non si è ancora insediato e già coglie l’occasione per attaccare la Festa del Cinema della Capitale… Mi fa specie che un governo, apertamente dichiarato liberale e liberista, sia contro una sana competizione e voglia difendere quello che sembra un monopolio di stampo medievale”.

Va detto che lo stesso Galan in una delle tre interviste lo aveva anticipato: “Vado a cacciarmi in un mare di guai”.  Certo le sue prime dichiarazioni non hanno aiutato a tenere il clima tranquillo. Ne ha avute non solo per il Festival di Roma, se l’è presa anche con Tremonti (“non sarò il suo sottosegretario”) e ha ipotizzato il trasferimento da Reggio Calabria dei Bronzi di Riace. Là va poca gente, la sua posizione. Si attende la replica delle istituzioni locali. Un suggerimento?: “E’ il ministero che deve aiutarci ad incrementare il flusso di visitatori”.