Fiducia o sfiducia? I finiani: “Votiamo contro”. Ma Berluconi imbarca deputati: “Ce la faremo”

Pubblicato il 9 Dicembre 2010 20:03 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2010 21:09

Gianfranco Fini

“Voteremo la sfiducia”. Il capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera, Italo Bocchino, conferma che la linea dei finiani sarà quella di schierarsi contro la maggioranza il 14 dicembre, quando in Parlamento si voterà sulla fiducia al governo. Bocchino si è visto con Silvio Berlusconi in quello che doveva essere un incontro segreto per portare avanti la “trattativa” tra Pdl e Fli in vista della “resa dei conti”. Ma, nonostante le dichiarazioni di facciata, il governo potrebbe superare la prova.

Infatti, se da un lato Bocchino annunciava che tra i finiani avrebbe prevalso la “linea dura”, dall’altro il premier ostentava sicurezza in vista del voto in Aula: “Avremo la fiducia, votare contro sarebbe da irresponsabili”, commentava a Verona, dove è intervenuto ad un’iniziativa organizzata dall’ex ministro Aldo Brancher. Il premier ha spiegato la propria sortita con il concetto di fedeltà: ”Sul voto di martedì sono sereno, non penso che siano molti che vogliano tradire gli elettori”.

Se i finiani si “smarcano”, almeno ufficialmente, Berlusconi può ostentare sicurezza grazie agli “acquisti” che il governo sta portando avanti in queste ore. Antonio Razzi (eletto con l’Italia dei Valori) ha detto che si è sentito “tradito” da Di Pietro e quindi ha annunciato il proprio voto a favore della fiducia. Anche Maurizio Grassano, del gruppo dei liberaldemocratici di Montecitorio, ha promesso il proprio voto alla maggioranza.

E anche Marco Pannella ha ribadito che i radicali scioglieranno riserve solo all’ultimo: ”Da giorni, da ogni parte, si esige di sapere se il 14 dicembre daremo fiducia o sfiducia. Vogliamo deciderlo con il massimo di dibattito, di riflessione, di partecipazione pubblica, fino all’ultimo momento utile, senza dare assolutamente nulla per scontato”.

Precedentemente Domenico Scilipoti, Massimo Calearo e Bruno Cesario avevano manifestato le proprie intenzioni: Scilipoti, eletto con l’Idv, voterà contro Berlusconi, Calearo eletto nelle liste Pd, si asterrà, Cesario, già passato dal Pd all’Api, voterà per Berlusconi.

”E’ irresponsabile aprire la crisi in un momento così delicato. Sono sicuro che il 14 avremo la fiducia in entrambe le Camere”, ha poi aggiunto il presidente del Consiglio. “Noi – ha proseguito il premier- abbiamo portato in politica una moralità nuova, con un programma definito, alleanze certe e il nome certo del presidente del Consiglio”.

Berlusconi ha poi ricordato i punti cardine del proprio governo: ”Federalismo fiscale, sicurezza dei cittadini, contrasto all’immigrazione dall’Africa, e più in generale e clandestina, piano per il Sud, la riforma tributaria per i lavoratori, e riforma della giustizia”.