Fiducia, parla Liotta, l’uomo che mandò a casa Prodi nel 1998: “Decisiva la notte”

Pubblicato il 13 Dicembre 2010 19:34 | Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2010 19:34

”Credo che anche questa volta si deciderà per un voto; però io invito tutti ad aspettare domani, perché la notte porta sempre consiglio”. A dirlo in Transatlantico è Silvio Liotta, il parlamentare ‘diniano’ che nell’ottobre 1998 fece cadere il governo di Romano Prodi con il suo ”no” non conteggiato nelle ore precedenti.

Liotta racconta che proprio la notte precedente a quel voto di fiducia fu determinante. ”Quando demmo vita a Rinnovamento italiano – racconta Liotta – decidemmo che se la sinistra radicale di Bertinotti sarebbe divenuta determinante, noi saremmo usciti dal governo. Quando sentimmo un giorno Cossutta cantare ‘bandiera rossa’ mi dissi che era troppo, e lo dissi anche a Dini”.

Ed eccoci alla notte prima della fiducia: ”Ci riunimmo nel mio studio a palazzo Theodoli con sei-sette parlamentari, come Marianna Li Calzi, Giorgianni e La Malfa. Dopo una lunga discussione decidemmo di votare contro il governo. Poi nel corso della notte ricevetti tante telefonate, sia da parte di quelli che mi volevano convincere a recedere dalla decisione, sia da parte di alcuni colleghi che dopo la riunione ci avevano ripensato sulla sfiducia”.

”La mattina dopo – rammenta ancora l’ex parlamentare – mi ritrovai da solo con l’intenzione di votare contro Prodi. anche La Malfa mi comunicò l’intenzione che voleva astenersi. Io però andai dal presidente della Camera, Luciano Violante, e lo preavvisai sul mio ‘no’. Se si va a rileggere lo stenografico di quella seduta, si potrà vedere che alla fine della discussione generale, Violante chiese a Prodi se voleva dire qualcosa. Era un chiaro invito a recarsi al Quirinale e a dimettersi prima di essere sfiduciato, perché in quel modo avrebbe avuto ancora lui in mano il pallino. Ma Prodi disse di no, si voto’, e lui andò sotto”. Ci sono analogie tra quel voto e quello di oggi? Liotta ne vede poche, se non quella numerica, ”Anche stavolta si deciderà per un voto, e anche stavolta bisognerà aspettare che passi la notte”.