Penati, il giorno dopo il rinvio a giudizio “Dimissioni no, processatemi subito”

Pubblicato il 2 ottobre 2012 12:09 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2012 12:39
Filippo Penati

Filippo Penati (Lapresse)

MILANO – All’indomani della richiesta di rinvio a giudizio per presunta corruzione, Filippo Penati si presenta al Pirellone e ai giornalisti che lo tallonano al suo arrivo in Consiglio regionale risponde: “Dimettermi? No, sono qui”. E a chi gli faceva notare che anche il Pd, il suo ex partito, ha ipotizzato un suo passo indietro in caso di rinvio a giudizio, ha risposto: ”Ho chiesto io di andare a processo immediato, è un atto che mi è dovuto. Per me non ci sarà udienza preliminare, si va dritti al processo”.

”Io sono da tanto tempo in politica per non sapere che di fronte a vicende come queste si innesca una fase di polemica politica fra i partiti e dentro i partiti – ha aggiunto Penati – La capisco e non l’ho sottovalutata: mi sono già dimesso da vicepresidente del Consiglio e dagli incarichi nel Pd”. ”Però – precisa – c’è una questione di sostanza: tutta questa polemica non può coprire il fatto che c’è urgenza di sapere se la accuse sono vere”.

”Sono una persona perbene, non ho conti all’estero e non mi sono arricchito con la politica -ha ribadito – altri fuggono, io voglio il processo rapidamente”. ‘A margine della seduta del Pirellone ha poi aggiunto: “Sono certo che se ci sarà il processo sarò completamente scagionato. Quindi voglio il processo, credo sia giusto anche per i cittadini, che hanno il diritto come me di sapere la verità dopo 28 mesi di indagini”.

Per Penati, ”tutte le accuse sono false”, anche per questo ha ribadito di volersi ”difendere nel processo”, spiegando anche la sua strategia: ”Di solito il processo immediato lo chiede il pm perché ha la prova della cosiddetta pistola fumante ed è quasi certo di far condannare gli imputati. Io chiedo, a mia volta, il rito immediato perché anche io ho la prova fumante di essere assolutamente estraneo al tutto”.

In sua difesa anche un inedito Roberto Formigoni, che a margine dei lavori ha detto: “Il centrodestra è garantista, contro Penati sono state lanciate accuse gravi ma lui ha sempre sostenuto di essere innocente” e “fino a quando la magistratura giudicante non si esprime vale la presunzione di innocenza”. Il governatore lombardo ha poi aggiunto: “Auguro a Penati di poter dimostrare la sua innocenza, però siamo in attesa di vedere che nel processo si confrontino le due posizioni”.

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