Fini: “Aumento delle tasse? Colpa del federalismo”

Pubblicato il 16 Ottobre 2011 15:46 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2011 15:49

NAPOLI, 16 OTT – E' ''stata sconfessata la piu' affascinante scommessa di Berlusconi: dare lavoro e ridurre le tasse. Il carico fiscale e' drammaticamente aumentato, anche per colpa del modo in cui e' stato attuato il federalismo''. Alla situazione economica del Paese il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha dedicato una lunga parte del suo intervento ad una manifestazione napoletana di Futuro e Liberta'.

Il federalismo, secondo Fini, ''non e' un'opzione sbagliata: anzi, attuato con le giuste risorse avrebbe permesso al Sud di dimostrare e valorizzare le sue immense qualita'. Invece nel modo in cui e' stato attuato si e' rivelato un boomerang, per certi aspetti un inganno. Se lo Stato e' costretto a tagliare gli stanziamenti, i governi locali sono a un bivio: o riducono i servizi o con le addizionali aumentano le imposte, ed e' esattamente cio' che e' accaduto''.

In generale, Fini critica ''l'idea di giustizia sociale di questo governo, sempre piu' lontana dal centrodestra in cui crediamo. Confindustria, non un'organizzazione sovversiva e bolscevica, non esclude un intervento sui patrimoni piu' cospicui, per favorire la crescita; il presidente del Consiglio dice che non e' possibile per non colpire il proprio elettorato di riferimento. A Berlusconi non hanno spiegato che il voto al Pdl non l'hanno dato gli appartenenti a un ristretto club di milionari, ma anche centinaia di migliaia di operai, impiegati e cassintegrati''.

Per far uscire il Paese dalla crisi ''finora dal Governo, tranne i tagli lineari, nulla: solo iniziative paradossali che dimostrano come si siano persi i contatti con la societa', finanche una tassa aggiuntiva per chi fara' domanda per i concorsi pubblici''.

Invece ''per ridare fiducia servono idee, idee che mancano sia al governo sia a quell'opposizione di sinistra secondo cui basterebbe un cambio di governo per risolvere tutto''.

Tra le proposte di Futuro e Liberta': un patto generazionale, che preveda l'uso di eventuali risparmi sulle pensioni esclusivamente per un fondo che aiuti i giovani a trovare lavoro. Puntare sulla creativita' ddei giovani, sostenere l'autoimprenditorialita', ''abbinare la flessibilita' in uscita a maggiori garanzie per chi viene assunto, ad esempio con retribuzioni piu' alte per i contratti di durata minore''. E poi ''puntare sull'eccellenza, la qualita', il sapere, l'alta tecnologia, sull'Italian Style. Rischiamo grosso se continuiamo a importare braccia ed esportare cervelli'', conclude il presidente della Camera.