Intercettazioni, Fini: “Una legge per interesse di qualcuno”

Pubblicato il 8 Ottobre 2011 16:26 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2011 16:26

PALERMO – Gianfranco Fini parla della legge sulle intercettazioni spiegando che “non è la migliore legge per l’interesse nazionale ma forse per l’interesse personale di qualcuno”. Il presidente della Camera, incontrando gli imprenditori siciliani nella sede di Confindustria a Palermo e aprendo il tour nazionale di Fli, attacca Berlusconi. “Non se ne può più di videomessaggi, di annunci e promesse non mantenute. Il governo non governa e il premier è in tutt’altre faccende affaccendato”. E rincara. “Un giorno serve il processo breve e un giorno il processo lungo a seconda di quello che conviene”.

Poi continua: “Se Berlusconi amasse l’Italia avvertirebbe l’esigenza di fare un passo indietro. Invito Berlusconi a fare un bagno di umiltà e realismo”, ha detto Fini riferendosi alla posizione del premier sulla patrimoniale e sul contributo di solidarietà.

“Berlusconi ha detto che se avessero adottato questi provvedimenti avrebbero danneggiato gli interessi dell’elettorato del Pdl – ha aggiunto Fini – Ma gli elettori del Pdl sono gli operai, gli studenti, i giovani”. Comunque, aggiunge Fini “è finita l’era del berlusconismo e del bipolarismo”.

Quelli della Lega danno il meglio quando a Pontida si vestono da Unni e Barbari”, conclude Fini parlando della Lega di Umberto Bossi e dell’ipotesi più volte annunciata della secessione dell’Italia.