Fini: “Berlusconi resta leader di primissimo piano”

Pubblicato il 14 Novembre 2011 10:46 | Ultimo aggiornamento: 14 Novembre 2011 11:49

Gianfranco Fini (foto LaPresse)

ROMA – “Silvio Berlusconi continuerà ad essere un leader di primissimo piano, anche se sta cambiando la situazione politica”. Lo ha detto Gianfranco Fini intervistato in diretta da Gr Parlamento. Il presidente della Camera ha detto di essere stato chiamato da Gianni Letta poco dopo che Berlusconi ha rassegnato le dimissioni al Quirinale: “Letta mi ha passato Berlusconi. Non è vero che mi ha detto ‘hai vinto tu’. Mi ha detto che si è chiusa una fase e mi ha invitato a ragionare sul futuro”.

Il governo Monti “non rappresenterà la fine del bipolarismo, ma solo del bipolarismo muscolare nel quale un polo è sempre pronto a delegittimare l’avversario”. E’ quanto ha detto il leader del Fli e presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante la trasmissione radiofonica, ’60 minuti’ di Gr Parlamento.

“E’ inevitabile che la legge elettorale sia un tema centrale dell’agenda parlamentare e della politica”, ha poi detto il presidente della Camera, che ha comunque sottolineato che sarà Mario Monti a decidere se inserire questo tema nel discorso programmatico. In ogni caso per il leader di Fli, “soprattutto se a gennaio verrà ammesso il referendum non si potrà immaginare che il tema così centrale del dibattito politico non verrà affrontato. Il governo non potrà fare la parte di Alice nel paese delle meraviglie”.

”Da Silvio Berlusconi e’ arrivato un messaggio responsabile”. Cosi’ Gianfranco Fini ha commentato le parole del presidente del Consiglio uscente. Secondo il presidente della Camera non si intravede un ipotesi di deriva populista anche grazie all’atteggiamento responsabile dell’ex premier: ”se avesse voluto assecondare questo genere di pulsioni non avrebbe detto che vuole mettersi alle spalle tutte le faziosita”’.    Il leader di Fli si e’ detto fiducioso sull’opera che Mario Monti potra’ intraprendere, ma ha sottolineato che ”gli obiettivi non sono ancora raggiunti ed e’ stata messa solo una prima pietra per arginare l’andamento dei mercati che sono impietosi nei confronti di chiunque. Il lavoro comincia adesso e’ certo – ha concluso Fini – non siamo fine del tunnel”.

Reintrodurre l’Ici sulla prima casa o ricorrere ad una patrimoniale sugli immobili sono misure che possono essere introdotte, “ma solo a condizione che abbiano un grado di equità”. E’ questa l’opinione di Gianfranco Fini, che è stato intervistato in diretta da Gr Parlamento.  “Gli immobili – ha aggiunto il presidente della Camera – non sono tutti uguali.  Bisogna tener conto della condizione sociale di chi li possiede”. Fini si è soffermato anche sulla possibilità di dismissione del patrimonio pubblico immobiliare non strategico: “Il vero problema non è venderlo, ma rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il cambiamento della destinazione d’uso”. Quanto all’opera di Mario Monti, il leader di Fli si è detto sicuro che “non vorrà mettere il Parlamento di fronte a provvedimenti da prendere o lasciare”. “Sarà certamente capace – ha concluso – di presentare misure equilibrate che comunque potranno essere discusse e cambiate in Parlamento”.

La ricerca italiana e’ ”condizione essenziale per crescere, per recuperare competitivita’ e garantire un futuro migliore a tutti i cittadini”. Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un messaggio inviato all’Accademia nazionale dei Lincei, dove si e’ aperto oggi il convegno ‘Europa 2020: rendere l’Italia protagonista’. La strategia di ‘Europa 2020′ proposta dalla Commissione di Bruxelles ”mette in luce – sottolinea Fini – le alte potenzialita’ di crescita presenti negli investimenti nel campo delle idee. La politica e le istituzioni del nostro Paese hanno il dovere di cogliere questa sfida dando peso, valore ed autonomia alla ricerca italiana”.

Fini ha inoltre rilevato come ”l’idea di mantenere alta la tradizione di ingegno, creativita’ e intraprendenza, richiede un forte impegno volto ad investire nell’economia della conoscenza e del sapere: destinando – ha indicato il presidente della Camera – risorse alla ricerca, elevando costantemente gli standard dell’istruzione scolastica ed universitaria, dotando l’Italia di reti di comunicazione all’avanguardia e impedendo che i nostri giovani ricercatori siano costretti a lasciare l’Italia per sfuggire ad un futuro di precariato e di incertezze”.