I finiani creano il gruppo “Futuro e Libertà”. Bossi commenta: “Mossa organizzata da chi ha perso le elezioni”

Pubblicato il 2 agosto 2010 8:03 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2010 9:25

Oggi, nel primo pomeriggio, i senatori finiani terranno una riunione a Palazzo Madama con all’ordine del giorno la creazione del nuovo gruppo “Futuro e Libertà per l’Italia” (che sulla carta ha già raggiunto quota 10, il numero dei parlamentari necessario per formare il gruppo al Senato).

Il gruppo potrebbe essere formalizzato proprio nella riunionne di lunedì o al massimo martedì, come fa sapere Italo Bocchino. Nella riunione di dovrebbe essere infatti messo a punto il documento con le dimissioni dal gruppo del Pdl.

Come presidente del nuovo gruppo circola tra gli altri il nome di Giuseppe Valditara. I dieci senatori di “Futuro e libertà” dovrebbero essere Candido De Angelis; Maria Ida Germontani; Giuseppe Valditara; Maurizio Saia; Mario Baldassarri; Francesco Pontone; Pasquale Viespoli; Giuseppe Menardi; Egidio Digilio e Barbara Contini.

”Fra noi ci sono opinioni diverse, ne discuteremo”. Così, in un’intervista alla Stampa, parla Giorgio Conte, ”reggente” del gruppo “Futuro e Libertà” alla Camera, in merito al voto dei finiani sull’eventuale mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo. Nessuna anticipazione su voto a favore o contro ”per due motivi”, spiega, ”perchè sono il rappresentante del gruppo protempore e perchè dobbiamo parlarne”. Da Caliendo, dice il deputato a titolo ”personale”, si aspetta un passo indietro.

Sui toni ”distensivi” usati da Berlusconi in colloqui apparsi sui giornali di ieri, Conte sottolinea che i finiani sono ”pronti a discutere su tutto con il rispetto che non è mai mancato e disponibilità totale”. ”Finalmente – aggiunge – torniamo a sentir parlare il presidente Berlusconi in termini di dialogo e apertura”. I gruppi separati, precisa, si sono resi necessari ”perchè Fini è stato espulso politicamente giovedì sera”.

”Siamo a metà del guado – prosegue -, ma non per decisione nostra. Tecnicamente, è possibile appartenere ad altri gruppi. Se ci vogliono espellere ne prenderemo atto, e valuteremo una struttura partito da mettere in piedi. Io l’espulsione me l’aspetto, ma se devo pensare in chiave futura resta vivo il progetto di trovare una casa comune per tutto il centrodestra”. Per quanto riguarda la possibilità di far nascere Futuro e Libertà anche al Senato, Conte dice che i numeri ci sono, anzi sono state perfino ”fermate alcune adesioni”.

Le elezioni anticipate, invece, ”non servono a nessuno. Non a Berlusconi, che ci tiene giustamente a portare a compimento la legislatura. Non a Fini, che credo non le abbia mai prese in considerazione. Non parliamo del Paese: i cittadini ci verrebbero a rincorrere col forcone”.

Intanto, il leader della Lega Umbero Bossi è tornato sul divorzio tra Fini e Berlusconi e sulla formazione del nuovo raggruppamento dei finiani. ”Si capisce che la cosa è stata organizzata. Chi ha perso le elezioni vuole un governo tecnico per bloccare il federalismo e per fare leggi che li avvantaggi, ma questa volta viaggiamo con determinazione”, ha commentato il ministro.

Bossi ha anche ribadito che ”i giochi andranno avanti tutto agosto” con l’intenzione di far cadere il governo a settembre.

Anche il numero uno dei centristi Pier Ferdinando Casini interviene, rimandando al mittente le accuse del leader della Lega Umberto Bossi. “Non c’è nessun complotto contro il governo. Stanno facendo tutto loro, avevano cento deputati di differenza. Credo che i numeri a settembre saranno ancora peggiori per il governo, perché si rifiutano di guardare le contraddizioni che hanno messo in atto”.

Il leader Udc ribadisce quindi la sua proposta di un governo di unità nazionale spiegando che la sua “è una proposta che serve al Paese. Se poi Berlusconi vuole continuare con queste scorciatoie cercando con la pubblicità di far passare una immagine non vera perché il governo è paralizzato questo è un problema suo”.