Fini e la “cricca”: Libero pubblica le telefonate in cui Piscicelli (quello che rideva a L’Aquila) lo chiama “Gianfranco”

Pubblicato il 2 Settembre 2010 12:46 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2010 12:47
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Gianfranco Fini

Continua l’offensiva di Libero nei confronti di Gianfranco Fini: il giornale diretto da Maurizio Belpietro porta avanti l’inchiesta sui legami tra il presidente della Camera e gli appartenenti alla “cricca” coinvolta nell’inchiesta Grandi Eventi. Nei giorni scorsi Fini aveva già annunciato querela nei confronti di Libero e del Giornale.

Nell’articolo pubblicato il 2 settembre a firma di Franco Bechis, Libero aggiunge un nuovo tassello alla vicenda che collegherebbe Fini a Francesco De Vito Piscicelli, imprenditore legato appunto alla “cricca”. Piscicelli, per intenderci, è l’imprenditore che fu intercettato nei giorni successivi al terremoto dell’Aquila mentre rideva pensando agli affari che ne sarebbero derivati.

Se nella prima puntata della storia Libero aveva parlato dei rapporti tra Piscicelli e la segretaria di Fini, Rita Marino, le intercettazioni citate dal quotidiano metterebbero in relazione direttamente l’imprenditore e il presidente della Camera: Piscicelli lo citava chiamandolo amichevolmente “Gianfranco” anche se, come sottolinea Bechis, è possibile che possa averlo fatto anche solo per millantare un legame che poi così stretto non era.

Fatto sta che, in una telefonata indirizzata all’ingegner Antonino Anello (dipendente della Btp di Riccarado Fusi, altro personaggio chiave della “cricca”, specie per i lavori della riscostruzione a L’Aquila), Piscicelli disse esplicitamente: “Ingegnere, mi deve fare avere quel riepilogo dei bandi. Anche in forma sintetica, ho urgenza. Ho quell’appuntamento per farli arrivare a Gianfranco”. Eravamo nel giugno del 2008 e proprio in quei giorni Fusi aveva rivelato al suo dipendente: “Bisogna che abbia quella lista”. Qualche giorno dopo Piscicelli e Fusi si sentirono in forma diretta: il primo invitò il secondo ad un incontro con Fini ma il secondo dovette rinunciare perché doveva a sua volta vedere Angelo Balducci (altro elemento di spicco della “cricca”).

Ma cosa c’era di così importante in quella lista? Fu sempre Piscicelli a spiegarlo al cognato Pierfrancesco Gagliardi: “E’ l’elenco del bando di gara della Ferratella che stanno per essere pubblicati. Escono la settimana prossima. Ma il termine di presentazione dei progetti sarà nella prima decade di settembre. Quindi c’abbiamo luglio e basta un po’ di agosto per la progettazione…” Le gare in questione, spiega Libero, sono quelle relative alla “struttura di missione per l’organizzazione del G8”.

Alla fine Piscicelli ammise, in una telefonata alla moglie, Rossella Troise, che l’incontrò andò bene: la donna è attualmente amministratrice dell’azienda “di famiglia”, la Opere Pubbliche e Ambiente spa.