Impunita l’immersione “illegale” di Fini: i giudici archiviano

Pubblicato il 16 Aprile 2011 13:33 | Ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2011 13:33

GIANNUTRI (GROSSETO) – Gianfranco Fini “l’ha fatta franca un’altra volta”, come hanno scritto sul Giornale Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica. Infatti si è conclusa con un nulla di fatto la vicenda dell’ “immersione illegale” del presidente della Camera nelle acque della riserva naturale di Giannutri.

Il Gip del Tribunale di Grosseto ha assolto tutti, disponendo l’archiviazione del procedimento. Nell’estate del 2008 l’attuale Presidente della Camera effettuò delle immersioni nelle acque della riservatissima area protetta della Costa del Grottone a Giannutri, immersioni avvenute con la complicità di una scorta di Vigili del Fuoco. A seguito di tale episodio, il Codacons presentò una denuncia presso il Tribunale di Grosseto contro lo stesso Fini e contro i vigili che lo accompagnarono in acqua.

Il Gip dispose inizialmente l’archiviazione di tale denuncia, non ritenendo sussistente e documentata alcuna fattispecie penalmente rilevante, ma la Cassazione, accogliendo un ricorso del Codacons, chiese al Pm di riaprire la fase dinanzi al Gip, non avendo quest’ultimo sentito l’associazione come da procedura.

Adesso è arrivata la decisione definitiva del Gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, che scrive nella sentenza di archiviazione: “il fatto materiale contestato agli indagati risulta accertato nella sua verificazione, non essendo in alcun modo in dubbio la circostanza per cui il giorno 26.8.2008 veniva rilevata la presenza di un’imbarcazione nel tratto marino sito in zona 1 Giannutri località “I Grottoni” all’interno dei confini dell’Ente parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, in area in cui vige il divieto assoluto di accesso e transito dei natanti. L’imbarcazione veniva identificata come corrispondente ad un mezzo di servizio istituzionale dei Vigili del Fuoco, squadra sommozzatori. […] dagli atti e dalle informazioni raccolte appare credibile che gli indagati medesimi (Capecchi Quintilio, Falciani Alberto, Scipioni Paolo, Simi Fabrizio, Tattoli Maurizio) abbiano agito ed inteso agire nell’adempimento di un obbligo di servizio, e quindi nell’adempimento di un dovere, prestando l’assistenza a loro richiesta. […] L’attivazione da parte dell’indagato (Simi Fabrizio, ndr) dei contatti con le amministrazioni locali, territorialmente competenti, sia pure non specificatamente competenti nella materia che occupa, appare incompatibile con la delineazione di profili anche colposi della condotta contestata”.

Sarcastica la reazione del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, una volta appresa la notizia: “Grazie a questa decisione chiunque voglia farsi un bagno nelle acque protette di Giannutri, potrà farlo senza correre il rischio di violare le norme a tutela dell’ambiente, purché, però, dimostri di aver fatto un paio di telefonate alla Capitaneria di porto o ad altro ente locale”.