Berlusconi: “Patto tra Fini e giudici sulle intercettazioni”. Il leader Fli: “Barzellette”

Pubblicato il 20 Dicembre 2010 16:30 | Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2010 16:56

Gianfranco Fini legato ai giudici tramite un “patto sulle intercettazioni”? Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, secondo il quale il presidente della Camera “è protetto dall’Associazione Nazionale Magistrati”. In cambio, il presidente della Camera avrebbe assicurato alla magistratura che in Parlamento non sarebbe passata la cosiddetta “legge bavaglio”. Il leader di Futuro e Libertà ha replicato dicendo che si tratta di “una delle solite barzellette” del premier.

Secondo il presidente del Consiglio c’è un accordo tra Fini e Anm in base al quale il presidente della Camera non farà niente contro i magistrati ed in cambio Fini e i suoi uomini ”saranno protetti”. Sarebbe questo il ragionamento fatto da Silvio Berlusconi durante il pranzo con gli europarlamentari del Pdl. In questo quadro, secondo quanto riferito da diversi partecipanti, si inserisce, a detta del premier, lo stop alla riforma delle intercettazioni.

Il Cavaliere ha circostanziato la sua “accusa”, sostenendo che il presidente dell’Anm, Luca Palamara, avrebbe consegnato quattro emendamenti a Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia della Camera. E proprio questa intesa sarebbe alla base dello stop subito dal decreto sulle intercettazioni, mai del tutto digerito dalla componente ex An ma che sta invece particolarmente a cuore al Cavaliere.

La Bongiorno da parte sua ha chiesto che il presidente del Consiglio smentisca le insinuazioni che le ha rivolto.