Non solo Montecarlo: Il Giornale racconta le pressioni di Fini alla Rai per favorire il solito cognato Tulliani

Pubblicato il 7 agosto 2010 13:00 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2010 13:00

Non solo la vicenda sempre più intricata della casa a Montecarlo, su Gianfranco Fini pesa anche pesa anche la fine di un’amicizia. E ancor di più la fine di una carriera, quella con il capo delle relazioni esterne Rai Guido Paglia.

Il retroscena comincia mell’autunno 2008 quando il presidente della Camera mandò il cognato Giancarlo Tulliani, interessato a fare affari in viale Mazzini, dall’amico giornalista. Il giovane sperava di diventare uno dei primi attori nel trading dei diritti cinematografici per la tv e poi di fare il produttore.

Paglia tentò di dissuadere Tulliani, ma alla fine, dopo qualche altro incontro, il socio di Tulliani, Federico Passa, riuscì a vendere a Rai Cinema tre titoli minori. Il costo però non era alto e, dopo pochi giorni, il 18 novembre del 2008, il telefono di Paglia squilla. E’ Fini. I tre si incontrano. Il cognato ha bisogno di un minimo garantito sulla fiction, l’intrattenimento e i diritti cinema all’estero.

Interviene anche Tulliani e dopo qualche battuta la discussione degenera. Paglia esce dalla stanza. Tulliani riuscirà comunque ad ottenere qualche lavoro in Rai. Mentre la corsa di Paglia alla vicedirezione generale dell’azienda si interromperà. Fine di una carriera e fine di un’amicizia.