Fini risponde a Berlusconi: “No a temi delle riforme in tono propagandistico”

Pubblicato il 24 Marzo 2010 11:46 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2010 13:21

A stretto giro di posta dall’annuncio di Berlusconi a voler procedere  sulla strada del presidenzialismo arriva la risposta del presidente della Camera Gianfranco Fini che invita a non usare i temi delle riforme in senso propagandistico. Il discorso di Fini appare come una sconfessione delle mire presidenzialiste del premier esplicitate in campagna elettorale, quindi fuori da un contesto favorevole al dialogo sulle riforme.

Ma proprio la valutazione del contesto, cioè la massima contrapposizione tra i contendenti nella disputa elettorale, autorizza a leggere il messaggio di Fini come intempestivo, se non fuori bersaglio. Lo spiega correttamente l’esponente del Pd Giuseppe Giulietti. Il premier avrebbe dovuto ricevere uno stop dalla terza carica dello Stato per le ingiustificate, ripetute e proditorie violazioni della par condicio effettuate a colpi di telefono sui maggiori canali informativi della tv, prima RaiUno poi Canale 5. Non spetta forse al Presidente della Camera offrire un ombrello istituzionale a quegli organi di garanzia troppo deboli o distratti per sanzionare le sortite del Cavaliere? La par condicio sistematicamente violata inficia la correttezza della gara, nega la funzione per cui è stata introdotta, favorisce una sola delle parti in gara.

«Per le riforme l’approccio non può essere basato sulle strumentalizzazioni di tipo propagandistico o legato al vantaggio, pur legittimo, che possa trovare questa o quella parte. Le riforme vanno finalizzate allo spirito costituente ed avere come obiettivo l’interesse generale e il bene comune, nel rispetto della dialettica tra le forze e le culture politiche, garantendo una Costituzione riformata che rappresenti una garanzia per tutti gli italiani», ha spiegato Fini.

Partecipando ad un incontro con l’Associazione Civita, cui era presente anche il sottosegretario Gianni Letta, il presidente della Camera ha ribadito che «le riforme vanno finalizzate allo spirito costituente, e devono avere come obiettivo l’interesse generale ed il bene comune, nel rispetto della dialettica tra le forze e le culture politiche, così da poter garantire che la Costituzione riformata rappresenti una garanzia per tutti gli italiani: non solo per quelli del nord o del Sud o per cui vota legittimamente per questa o quella forza politica».

Il presidente della Camera ha poi aggiunto: «Credo che in questa fase turbolenta siano concetti che devono essere ripetuti o comunque vanno tenuti ben presenti almeno dalle Istituzioni».

In mattinata Massimo D’Alema era intervenuto sul rapporto tra Fini e Berlusconi: «Con l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale delle Regionali il premier Silvio Berlusconi fa il solito giochino, trasformare ogni voto in un referendum su di lui mentre é evidente che la sua proposta di presidenzialismo è elettorale e demagogica tanto che neppure il presidente della Camera, che pure é sempre stato presidenzialista, lo ha seguito su questo terreno».