Casa di Montecarlo: “Tulliani ha tratto profitto dalla compravendita”. Presentata istanza contro l’archiviazione

Pubblicato il 8 Novembre 2010 21:30 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2010 21:41

Un’istanza contro l’archiviazione dell’inchiesta sulla vicenda della casa di Montecarlo: l’hanno presentata al tribunale di Roma il consigliere regionale de La Destra, Roberto Buonasorte e l’avvocato Marco Di Andrea. I due hanno presentato una sessantina di pagine con allegati filmati e articoli di giornal: secondo Buonasorte e Di Andrea Gian Carlo Tulliani, “cognato” di Gianfranco Fini, avrebbe infatti tratto profitto dalla compravendita dell’immobile.

Per questo procedimento la Procura ha, infatti, fatto richiesta al gip di archiviazione. Nel registro degli indagati, nel fascicolo aperto con l’ipotesi di truffa aggravata, risultano iscritto il presidente della Camera, Gianfranco Fini e il senatore Francesco Pontone.

Secondo la ricostruzione di Buonasera e Di Andrea le società offshore Printemps Ltd e Timara Ltd furono costituite dal cognato del presidente della Camera, Giancarlo Tulliani, per diventare proprietario ”a buon mercato” dell’immobile di Boulevard Princesse Charlot. Secondo i due esponenti del partito guidato da Francesco Storace in questo modo Tulliani si assicurò l’anonimato e la non tracciabilità dei percorsi monetari.

Per i ricorrenti il fratello di Elisabetta Tulliani sarebbe il beneficiario ”dell’ingiusto profitto” che avrebbe conseguito con il passaggio di proprietà dell’immobile alle società anonime di cui Tulliani risulterebbe, secondo i documenti resi noti dalle autorità di Santa Lucia, essere ”il beneficial owner”. Sulla base di questa tesi Buonasorte e Di Andrea chiedono al gip di disporre ulteriori accertamenti e audizioni di persone informate dei fatti.