Finiani: voteremo con il Pdl se ci riconoscono “terza gamba” della maggioranza

Pubblicato il 28 settembre 2010 16:40 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2010 18:31

Gianfranco Fini

Dopo la spaccatura di ieri ‘falchi’ e ‘colombe’ finiane si sono riunite questa mattina prima che il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, annunciasse che il governo avrebbe posto la fiducia sul discorso del premier. Obiettivo: cercare una posizione unitaria.  E la posizione unitaria è: votare a favore della risoluzione di Berlusconi se il Pdl sarà disposto a riconoscere Fli come la “terza gamba” della maggioranza.

Per elaborare questa linea comune si sono riuniti a Montecitorio con Fini il capogruppo Fli alla Camera Italo Bocchino, Pasquale Viespoli, Silvano Moffa, Roberto Menia (autori della nota che contestava ieri le affermazioni di Bocchino a ‘Porta a Porta), Carmelo Briguglio e Fabio Granata.

”Abbiamo stabilito che ascolteremo le dichiarazioni programmatiche del premier – spiega Viespoli – Se le condivideremo, è chiaro che chiediamo di poter esprimere il nostro assenso anche nel passaggio parlamentare, cioè firmando la risoluzione (se questo sara’ lo strumento scelto) della maggioranza della quale facciamo parte”.

Il necessario ‘riconoscimento’ di Fli come terza gamba della maggioranza da parte di Berlusconi è il passaggio sul quale alla fine dunque tutti hanno convenuto. Se questo non fosse possibile, i gruppi di Fli si riuniranno con Fini nella sede della Fondazione ‘FareFuturo’ e prenderanno in considerazione le diverse strade: voto contrario, astensione o, più probabilmente, spiega Fabio Granata ”un nostro documento di appoggio al governo, con i contenuti che a quel punto decideremo di metterci noi”.

Bocchino: voteremo compatti. Italo Bocchino annuncia però che i deputati di Fli voteranno compatti al discorso sui 5 punti programmatici . “La fiducia è un modo che salutiamo favorevolmente perché fa appello, e consente di esprimersi, a tutta la maggioranza. La fiducia – spiega ancora Bocchino – è la presa di distanza dalla politica dell’autosufficienza praticata fin qui, una presa di distanza che è esattamente quello che noi volevamo. Quindi direi che in generale è un passo avanti sulla strada dell’intesa”.

“Porre la fiducia rappresenta una tesi, quella di appellarsi a tutta la maggioranza , che valutiamo positivamente”. Sui volti dei deputati finiani, in effetti, si colgono espressioni rasserenate dopo le tensioni degli ultimi giorni. “Sì, il Cavaliere ha capito che i suoi 316 voti non li trova – è la loro riflessione – Così con la fiducia raggruppa tutti, e per questo sarà un discorso conciliante”.