Finmeccanica, la fabbrica dei fondi neri: appalti e costi gonfiati

Pubblicato il 28 Novembre 2010 11:53 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2010 12:17

Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera spiega il meccanismo illecito creato da Finmeccanica per favorire sempre le stesse società alimentando la contabilità occulta, spesso trasferita all’estero in società offshore. “Il primo esame della documentazione sequestrata negli uffici della Selex sistemi integrati e delle aziende che poi ottenevano i lavori delinea il meccanismo illecito che sarebbe stato utilizzato al fine di creare ‘fondi neri’ per versare tangenti a manager e politici. Il meccanismo svelato dal consulente di Finmeccanica Lorenzo Cola trova riscontro nelle carte portate via da carabinieri del Ros e finanzieri. Rivelando come sia stato lo stesso Cola, grazie alle imprese che controllava attraverso prestanome, ad accaparrarsi la fetta più grossa”.

“Basti pensare – aggiunge la Sarzanini sul Corriere – che in appena quattro anni era riuscito a far lievitare di venti volte i guadagni. Le fatture rivelano anche l’esistenza di consulenze affidate a società offshore che, dicono i magistrati, sarebbero servite a veicolare il denaro in Svizzera e in numerosi paradisi fiscali. Un meccanismo che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati dell’amministratore di Selex Marina Grossi e di quello di Enav Guido Pugliesi per corruzione e frode fiscale, del presidente dell’Ente di assistenza al volo Luigi Martini, del suo predecessore Bruno Nieddu, del componente del consiglio di amministrazione dello stesso Ente Ilario Floresta, del capo delle relazioni esterne di Finmeccanica Lorenzo Borgogni, dei dirigenti di Selex Letizia Colucci e Manlio Fiore, oltre a numerosi imprenditori”.

“Le verifiche del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo – aggiunge la Sarzanini in un lungo articolo uscito sul Corriere la mattina del 28 novembre – e dei sostituti Paolo Ielo e Rodolfo Sabelli ora si concentrano sui lavori effettuati in numerosi aeroporti italiani come Palermo, Napoli, Lamezia Terme, ma anche Malpensa e altri scali. Costruzione delle torri di controllo, manutenzione dei radar, sistemi di controllo del vento: Enav passava gli appalti a Selex, che a sua volta individuava le ditte per i subappalti. La maggior parte venivano affidati a Techno Sky, a sua volta controllata da Enav. Gli altri finivano a pochi privilegiati scelti a trattativa privata che così ricevevano un fiume di denaro. L’accusa, confortata dalle rivelazioni di Cola e del suo commercialista Marco Iannilli, individua due cordate che di fatto si spartivano la torta”.

“La prima, riconducibile appunto a Cola, comprende la Arc Trade, la Cogim, la Print Sistem e la Trs. La seconda, invece, include ditte che i magistrati definiscono”riferibili ad attività di Lorenzo Borgogni”, cioè La Renco, la Simav sistemi di manutenzione avanzati, la Chorus services e architecture e la Aicom. Cola accusa Borgogni di aver preso ‘almeno 300mila euro in contanti e altre utilità’. Lui stesso ammette di aver guadagnato svariati milioni per le sue consulenze. Ora si cercano gli altri beneficiari della politica e dell’imprenditoria. Intanto sono le cifre a fornire il volume degli affari”.

“Nel 2004 Enav dà a Selex lavori per 341 milioni di euro. Le due aziende di Cola, Trs e Print Sistem, si aggiudicano lavori per 2 milioni e mezzo di euro. L’anno dopo al vertice di Selex arriva Marina Grossi, la moglie di Guarguaglini, nominata amministratore delegato, ed Enav ‘gira’ appalti per 314 milioni. Cola questa volta fa il salto e alle due ditte che controlla arrivano subcommesse per 8 milioni e trecentomila euro. Nel 2006 e nel 2007 gli incassi tornano a essere modesti. Mentre il 2008 è l’anno dell’ascesa con appalti Enav che ammontano a 397 milioni di euro e subappalti che superano i 14 milioni di euro. Il vero boom arriva nel 2009, esattamente il periodo nel quale, contestano i pubblici ministeri, Selex ‘emetteva fatture relative a operazioni in tutto o in parte inesistenti per un valore non inferiore a 10 milioni di euro, per consentire a Enav l’evasione delle imposte dirette o indirette'”.

Fiorenza Sarzanini continua e spiega che “Il dettaglio dei numeri appare eloquente.  A bilancio vengono iscritti appalti concessi da Enav per un totale di 490 milioni di euro. L’analisi dei subappalti mostra la divisione della torta: Print Sistem ottiene lavori per 34 milioni di euro, Techno Sky per 12 milioni e quattrocentomila. Ma in scena compare anche Arc Trade, che se ne aggiudica per un valore di otto milioni e mezzo. A conti fatti, soltanto le società di Cola gestiscono in quei dodici mesi 43 milioni di euro”.