I Fiorito degli altri. Germania: mazzo di fiori, 51 €, spreco di soldi pubblici

Pubblicato il 5 ottobre 2012 13:41 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2012 13:54
franco fiorito

Franco Fiorito si giustifica a Porta a Porta

ROMA – Per un mazzolin di fiori da 51,98 euro (i centesimi sono importanti) la Corte dei Conti tedesca ha bacchettato l’Agenzia federale del Lavoro (BA): attenti, state sprecando soldi pubblici. A parte il facile ma obbligato confronto tra i loro fiori e i nostri Fiorito, e il non obbligatorio ma sempre in agguato paragone tra il nostro lassismo e il rigore prussiano, stupisce la capacità capillare e informatissima del sistema di vigilanza  tedesco sulla spesa pubblica. La Corte dei Conti controlla anche la polvere sui mobili, verifica che non ce ne sia nascosta sotto il tappeto?

Lo Stato-mamma italiano è generoso e indulgente verso i suoi figli, se uno di loro le mette le mani nel borsellino o bara sul resto che vuoi che sia, son ragazzi. Quella tedesca di mamma ti prende per le orecchie, se lo rifai ti caccia di casa, a lavorare pelandrone! La piccola notizia riportata sul Sole 24 Ore dice parecchio sui presunti pregiudizi in Germania verso gli italiani. Che scocciatori e moralisti, per loro siamo un popolo lavativo incline alle ruberie e impermeabile al senso dello Stato refrattario al bene comune.

Ma se la Corte dei Conti tedesca trova da ridire sull’omaggio floreale a una signora che aveva gentilmente prestato casa sua per un convegno (era questa la giustificativa dei 51 euro e rotti), cosa vuoi che pensi il tedesco comune dei pranzi champagne & caviale,  delle feste con le teste di maiale, dei cacca party dove l’immancabile consigliere per l’appunto non può mancare, dei Belsito, i Lusi ecc…? Può credere seriamente che ci stiamo avviando disciplinatamente verso la strada della virtù e del buon governo? Può ancora, l’uomo della strada, appoggiare misure di sostegno economico a nazioni con questa moralità?

La nota della Corte dei Conti tedesca è un monumento alla nostra dissipatezza. Magari fosse un esempio da seguire, un programma standard, uno schema di gioco. Per dire: intanto trasparenza totale, fatture e rendiconti devono essere giustificati, leggibili, disponibili. Mettiamo un magistrato tedesco che metta il naso sui conti di Fiorito, o su quelli di qualsiasi gruppo consiliare: non si riesce a capire che fine facciano centinaia di migliaia di euro, quando la trova una fattura del fioraio? Per miseri 50 euro poi.

Secondo: non sta scritto da nessuna parte che per ogni iniziativa politica, dalla discussione sui destini del Pdl alla ricostruzione del passato del Pd, dal rapporto sulla porchetta alla relazione Molise domani, sia necessario affittare sempre e comunque una sala conferenze da 5000 mila euro a botta. Sorge il dubbio che non serva il dibattito ma la sala, anche perché un dibattito ha il vizio di annoiare senza il pregio, come l’affitto di una sala, di generare passaggi di denaro, fatturazioni, provviste in nero, mercimoni vari da mettere e togliere a piacimento sui bilanci.

Non è che quei seriosi musoni dei tedeschi rinuncino alle feste, alle simpatiche occasioni conviviali. E nemmeno sono astemi: tra i rimproveri della Corte dei Conti alla BA c’è la spesa sostenuta durante la Sommerfest per 10 bottiglie di vino.  Ben 524 euro per 50 bottiglie, che lusso, che spreco! Vuoi mettere il noioso ma affidabile tran tran nostrano, la vecchia cara Italia dei paesi e delle tradizioni culinarie, del Brunello e fiorentina alla provincia di Renzi? Il conto però non lo mostrate a un magistrato tedesco: o sviene o vi arresta seduta stante.

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