Fli a congresso sceglie: “Mai alleati con la sinistra”

Pubblicato il 11 Febbraio 2011 11:18 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2011 12:37

Gianfranco Fini

MILANO – Il clima in cui si apre il congresso fondativo di Futuro e Libertà, a Milano dall’11 al 13 febbraio, è quello dell”emergenza democratica” berlusconiana, come la chiama l’opposizione tutta. E quello che il partito di Fini proverà a fare da adesso in avanti sarà smarcarsi dal ruolo di “partitino”-ago della bilancia e candidarsi a primo polo della destra. Primo passo di questo processo, che richiederà anni e non mesi, è quello di allontanarsi il più possibile dalla sinistra.

Mai un’alleanza con Bersani, Vendola &Co., ripetono i “vice” di Fini: Italo Bocchino e Adolfo Urso. Il leader del partito resterà volutamente in disparte: nessun intervento diretto nei primi due giorni, solo un discorso conclusivo una volta acclamato presidente del partito. Ruolo che sarà solo formale per non aizzare polemiche con la sua carica di presidente della Camera.

“No alla grande alleanza, noi costituiremo il partito della destra moderna, che per sua natura ha l’obiettivo di battere la sinistra alle elezioni. Per noi non c’è nessun margine di alleanza con la sinistra”, dice Bocchino.

Sulla stessa linea Adolfo Urso, che punta a scalzare il Pdl dal ruolo di maggiore partito di centrodestra: “Dobbiamo rifare col Nuovo Polo ciò che facemmo con An dopo il crollo della Prima Repubblica: impedire che gran parte del blocco sociale della Dc restasse orfano. Il Pdl è ripiegato su se stesso ed è un partito a termine: quello è il nostro spazio e non diventare la destra della sinistra”.

Ora Fli dovrà decidere anche l’organigramma. Di certo Fini vuole evitare lo schema dei “colonnelli” come fu in An. Magari il partito vedrà Adolfo Urso coordinatore, probabile invece che nascerà un Comitato di presidenza: dal congresso uscirà qualche certezza in più. A Milano non ci saranno invitati di altri partiti (neanche i principali alleati, Casini e Rutelli).

Lo scenario del congresso è pensato in grande: un palco allestito davanti a una collina di prato (vero), megaschermi ipertecnologici per un partito che punta molto su internet e i giovani: centomila iscrizioni telematiche, partecipazione diretta di 20 mila costituenti collegati online e con diritto di voto, iscrizione al partito ai maggiori di 14 anni.