Flores D’Arcais: in Liguria un “Podemos” contro Paita e Pd. Candidata M5S: eccomi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Marzo 2015 6:38 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2015 16:12
Flores D'Arcais: in Liguria un "Podemos" contro Paita e Pd. Candidata M5S: eccomi

Flores D’Arcais: in Liguria un “Podemos” contro Paita e Pd. Candidata M5S: eccomi

GENOVA – Paolo Flores D’Arcais su Micromega auspica la nascita di un “Podemos” in Liguria contro il Pd burlandiano (e renziano) e la sua candidata a governatore della Regione Raffaella Paita, fresca di primarie vinte fra mille polemiche e sospetti, innescati per primo dallo sfidante battuto Sergio Cofferati.

Un qualcosa di sinistra che, come il “Podemos” spagnolo, nasca tutto fuori dalla politica e tutto dentro alla società civile. Argomenta Flores D’Arcais su Micromega:

Genova, una vita fa, fu laboratorio di una svolta nazionale: il tentativo di apertura del governo ai fascisti, respinto da un’ondata di indignazione e lotta che ripropose e riaffermò la Resistenza come irrinunciabile identità della Repubblica, incubò il ’68 […]

Oggi Genova e l’intera Liguria hanno un’occasione analoga: porre fine al ventennio che non passa, alla continuità Craxi-Berlusconi-Renzi che nella Regione ha trovato la sua incarnazione antesignana in Burlando e nel suo Pci e successive metamorfosi e mutazioni genetiche. La Liguria può riuscirvi, nell’unico modo in cui a un regime si riesce a porre fine, rovesciandolo, cioè sostituendolo con una diversa coalizione vincente. Il che oggi non è fantascientifico, benché sia ovviamente arduo (se si provasse a vincere solo quando c’è la certezza non si parteciperebbe mai), data la mediocrità abissale e l’impresentabilità, presso l’elettorato di sinistra e in generale civile, della candidata burlandiana (appoggiata ormai da pezzi da novanta del berlusconismo ligure).

Si dirà: ma manca il candidato alternativo! Davvero “Podemos” non ha insegnato nulla? […] In Spagna sono stati alcuni intellettuali trentenni, il cui numero si conta sulle dita delle mani, e su cui nessuno avrebbe scommesso un bel niente, tanto più che si sono organizzati a prescindere da e in rigorosa estraneità con le formazioni della “sinistra radicale” già esistenti.

In Liguria basterebbe che alcune personalità della società civile, spesso di antico ma sempre adamantino impegno, anziché limitarsi a nobili ammonimenti, si facessero catalizzatori/promotori di una lista del genere, con un candidato governatore di nuova generazione e noto per le lotte contro il burlandismo (che nella cementificazione ha il suo marchio doc), alla testa di energie altrettanto radicalmente nuove, totalmente estranee alle vicende di apparati e mini apparati, in modo da evitare ogni contaminazione con quella “macina al collo” che sono le sigle tipo Sel, Rifondazione, ecc. e relativi miniapparati anche locali (chi ragiona ancora in termini di “unità” con queste sigle, come se costituissero un potenziale “valore aggiunto”, vive su Marte).

Perché non lo si fa? Qualcuno ancora si illude che si vinca con gli appelli alla “unità”? Questa “unità” di sigle significa solo divisione dagli elettori, talmente alla ricerca di qualcosa di inedito che in parte sembrano addirittura disposti a farsi sedurre da un candidato leghista!

Una lista di energie radicalmente nuove è un azzardo? Ovviamente è un rischio, ma chi pensa di vincere solo quando la strada è liscia e il viaggio è in carrozza non contribuirà mai alla rinascita di un a sinistra vincente. Oggi in Liguria le condizioni per tentare questo “azzardo” sono promettenti: l’ottimismo della volontà avrebbe dalla sua anche la valutazione della ragione.

Forse non tutti condivideranno la proposta di Flores ma di sicuro ha il merito di toccare un tasto sensibile, se è vero che il suo breve commento ha suscitato una gran quantità di commenti, non pochi dei quali interessanti. A cominciare da quello di Alice Salvatore, candidata del Movimento 5 Stelle, accreditata dai sondaggi del 24% dei consensi:

“Gentile dott. Paolo Flores D’arcais buongiorno, chi le scrive è una “candidata alternativa”. Chi le scrive vuole appunto “rovesciare” quel regime del quale lei parla nel suo articolo di oggi. Chi le scrive crede, come lei del resto, che la candidata burlandiana sia impresentabile. Chi le scrive conviene sul fatto che questa volta finalmente si possa mettere fine al ventennio Craxi-Berlusconi-Renzi che ha trovato prosecuzione in Claudio Burlando. Chi le scrive condivide il fatto che una battaglia non vada combattuta solo se si pensa di aver vita facile ma altresì perché la si ritiene giusta. Chi le scrive lo fa, per informarla che cittadini della cosiddetta società civile, già da tempo, si sono resi promotori di “un candidato governatore di nuova generazione”. Chi le scrive dissente però rispetto al suo ragionamento sul concetto di “catalizzatore” che noi non intendiamo come figura forte elettoralmente volta al portare a casa più voti possibili unendo sigle di ogni tipo e genere.

Questo perché questo modo di concepire la politica si è già palesato più volte e altrettante è fallito. Chi le scrive concepisce quello che lei chiama “catalizzatore” come una battaglia comune che ha come fine il ripristino della legalità nelle istituzioni, la consapevolezza dei cittadini, l’esempio che chi ricopre ruoli istituzionali ha l’obbligo di dare agli stessi cittadini, il rispetto dell’ambiente come bene primario, la trasparenza dell’amministrazione pubblica nella gestione dei soldi pubblici. Nel suo articolo lei si domanda:”Perché non lo si fa”? Ce lo chiediamo ormai da troppi anni anche noi. Chi le scrive crede, insomma, che forse a voler fare lo sforzo di superare barriere ideologiche, potreste scoprire che il candidato che lei cerca nel suo articolo esiste già. Chi le scrive, dottor Flores D’arcais, è Alice Salvatore, candidata per il Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Liguria”.

Fare fronte comune con Grillo sembrerebbe l’unico modo per riuscire a mettere in difficoltà il Pd-Paita-Burlando-Renzi che, come osserva un altro commentatore, Pierfranco Pellizzetti, ha qualcosa di “irresistibile”. Ma è lo stesso commentatore a concludere che con M5S non si può combinare niente:

Ovviamente condivido in toto. Aggiungo 4 considerazioni da persona “sul campo”: 1) lo spazio occupato dalla Paita è assolutamente contendibile ma la sua candidatura sta diventando irresistibile perché ha una sua intrinseca seppure perversa chiarezza (“voglio il potere per il potere”); 2) l’errore dei kingmakers anti-Paita è stato il “politicamente corretto”: voler federare a sinistra tutto e il suo contrario: Compreso l’ormai cronicizzato trasformismo carrieristico di chi ha sempre trescato con il burlandismo e ora fa finta di contrastarlo, pronto a farci ancora una volta mercato; 3) si è ragionato nel vecchio modo dei notabili, cercando l’uomo della provvidenza, quando bisognerebbe coalizionare il sociale con una lista di ragazzi e di biografie non compromesse; 4) sempre di più il partito di Grillo si è dimostrato una setta che lavora oggettivamente per la Paita (tanto peggio, tanto meglio).

Per un’altra commentatrice, Laura Bettini, bisognerebbe invece tentare un dialogo con M5S:

Perché non lo si fa? Alle europee abbiamo avuto bisogno di uno Tsipras, che è greco, adesso si parla di “Podemos” che è spagnolo, mi sembra già da questo che sia evidente che non abbiamo, in Italia, né una proposta credibile né dei nomi decenti. Niente sorgerà dalle ceneri della sinistra disunita (Sel rifondazione, minuscoli partitini ancora nostalgici della falce e martello….). Speriamo solo che cresca qualcosa dal basso, dai giovani, chissà! La nostra generazione è stata capace di esprimere solo divisione. In effetti credo anch’io che la “sinistra” (ma de ché?) dovrebbe avere un po’ meno di puzza al naso e cercare di capire e dialogare con il fenomeno 5 stelle.

Secondo Rodolfo Baraldini il problema è proprio la fuga verso la società civile:

Ma che personaggi della società civile ? Quelli che divulgano insensate teorie monetariste ? Quelli che non hanno ancora deciso se si vergognano di essere italiani o di essere europei ? Quelli che credono ancora che esista una questione morale per cui combattere e nello stesso tempo teorizzano il diritto all’insolvenza ? Quelli che non fanno comunque nulla oltre che sbraitare e lamentarsi del fatto che gli ALTRI sono a priori “i cattivi” ?

Mario Stratto estende la critica a Beppe Grillo e all’esperienza di Tsipras in Grecia:

Molto semplice. Cercate la società civile è l’avete già vista all’opera con Beppe Grillo, i suoi ragazzi fantastici: una schifezza, gente non preparata, imbottita di teoria del complotto. Ergo, occorre un classe dirigente vera. Voi avete fallito. L’ultima è stata Tsipras, irrealismo, teoria del complotto, totale assenza di preparazione . Tre giorni e si sono spappolati. Ed è una fortuna per la Grecia, che forse la Germania la rimette in sella, tra dieci anni, e la trasforma in un paese democratico, dove magari si pagano le tasse. Andesso siete in fissa con Podemos? Facile” Fatevi dare i soldi dall’Iran e dai sud-americani…