Foibe negate per calcolo (Mattarella). Negare il negazionismo (Gasparri)

di Marilena d'Elia
Pubblicato il 10 Febbraio 2020 11:16 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2020 11:16
Foibe negate per calcolo (dice Mattarella). Negare il negazionismo (dice Gasparri)

Foibe negate per calcolo (Mattarella). Negare il negazionismo (Gasparri) (nella foto d’archivio Ansa, la scoperta delle foibe)

ROMA – Le foibe furono “una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo”. 

Parole dure, pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, contro il negazionismo che ha nascosto per quasi 70 anni uno dei momenti più bui della seconda guerra mondiale in Italia.

Mattarella ha parlato a Roma, presenziando  alla vigilia del «Giorno del Ricordo», al Quirinale a un concerto in memoria delle vittime delle foibe, presenti esponenti delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati.
Mattarella ha esortato a coltivare la memoria.

“per combattere piccole sacche di deprecabile negazionismo militante: oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è l’indifferenza che si nutre spesso della mancata conoscenza”.

Ha detto ancora Mattarella sulle foibe:

“L’angoscia e le sofferenze delle vittime restano un monito perenne contro le ideologie e i regimi totalitari che, in nome della superiorità dello Stato, del partito o di un presunto ideale, opprimono i cittadini, schiacciano le minoranze e negano i diritti fondamentali”.

Sul Corriere della Sera, Alessandra Arachi rievoca la vicenda:

“Era il 1945 quando, fra il 7 e il 18 febbraio, nelle malghe di Porzus ci fu un eccidio, vennero uccisi diciassette partigiani della Brigata Osoppo Friuli da parte di un gruppo di partigiani «gappisti» rossi, una pagina di storia poco conosciuta al di fuori dei confini regionali, del Friuli-Venezia Giulia”. 

A Basovizza, in Friuli, celebrazione del ricordo lunedì 10, Governo rappresentato da Federico D’Incà, ministro dei Rapporti con il Parlamento, presente anche il senatore Maurizio Gasparri. Questo il suo commento:

“Molto importanti le parole del Presidente Mattarella sulle Foibe. Negazionismi e giustificazionismi non hanno diritto di cittadinanza. Ho partecipato al concerto che il Quirinale ha dedicato alla ricorrenza del Giorno del Ricordo, un evento apprezzato da tutte le comunità degli esuli che erano ampiamente rappresentate nella Cappella Paolina del Quirinale. Intervengo, in rappresentanza del Senato, alla cerimonia di Basovizza e costituisce un onore poter parlare in un luogo di martirio, di sofferenza e di memoria. 

“C’è da esprimere invece rammarico per le tentazioni negazioniste che ancora colpiscono il servizio pubblico radiotelevisivo. La Rai, tra un rapper e l’altro, sta dedicando spazi residuali al Giorno del Ricordo. Si può parlare di un atteggiamento negazionista. Ne parleremo. Anche martedì, alle 13.30 in Commissione parlamentare di vigilanza. Dove chiamerò a rispondere di questo atteggiamento intollerabile capi e capetti della Rai. Mattarella dimostra saggezza e lungimiranza onorando la storia e la memoria italiana. I dirigenti della Rai preferiscono i rapper”.