“Yatch, viaggi e villa per 8,5mln €”: Procura indaga Formigoni per corruzione

Pubblicato il 26 luglio 2012 9:51 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2012 10:32
Roberto Formigoni indagato a Milano

Roberto Formigoni (LaPresse)

MILANO – Yatch, viaggi e una villa. Questi sarebbero i benefit per 8,5 milioni di euro “intascati” dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni. In cambio lui avrebbe concesso, secondo la Procura, 15 delibere di Giunta per “gonfiare” i rimborsi alla Fondazione Maugeri. Per questo motivo la Procura di Milano ha iscritto Formigoni nel registro degli indagati il 14 giugno. L’avviso di garanzia sarebbe però arrivato solo il 26 luglio sulla scrivania del governatore lombardo. Formigoni sarebbe accusato di corruzione, con aggravante di transnazionalità.

Formigoni, riporta l’Ansa, rimane anche iscritto per finanziamento illecito ai partiti, ma gli inquirenti al momento hanno deciso di contestargli in concorso, tra gli altri, con Daccò, l’ex assessore Antonio Simone, il patron della Fondazione Umberto Maugeri e l’ex direttore amministrativo Costantino Passerino, solo la corruzione con l’aggravante della transnazionalità. I soldi spesi, che sarebbero il frutto della presunta corruzione, sarebbero transitati su conti esteri, in particolare svizzeri.

Stando al capo di imputazione, Formigoni avrebbe ”partecipato all’adozione di provvedimenti amministrativi diretti a trasferire ingenti risorse pubbliche, ulteriori rispetto ai rimborsi dei drg, e comunque, a procurare alla Maugeri indebiti vantaggi”.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli ex vertici dell’ente pavese assieme a Daccò, che avrebbe avuto il compito di ‘sbloccare’ le delibere in Regione in virtù del suo rapporto di amicizia con Formigoni, e all’ex assessore regionale Dc Simone, legato da un’amicizia trentennale al Governatore, avrebbero drenato, attraverso una serie di consulenze fittizie, circa 70 milioni di euro, dirottandoli su un reticolo di società e conti esteri.

L’accusa ritiene che una parte di quei presunti fondi neri, circa 8,5 milioni, sarebbe stata utilizzata ”per l’acquisto, il mantenimento e il trasferimento di beni di lusso” in favore del ‘numero uno’ della Lombardia. Nell’invito a comparire, per ”fatti commessi in Milano e all’estero dal 2001 al mese di novembre del 2011”, gli inquirenti hanno infatti messo nero su bianco tutte le ”utilità”, specificando capitolo per capitolo i costi, di cui avrebbe usufruito Formigoni.

Il conto è di circa 3,7 milioni di euro spesi ”dal 2007 al 2011” per ”imbarcazioni di lusso”, ovvero i due yacht messi a disposizione da Daccò. Poi ci sono gli oltre 800 mila euro, tra ”biglietti aerei” e soggiorni, per le vacanze ai Caraibi, tra il 2006 e il 2011. Non mancano nemmeno i 70 mila euro spesi da Daccò ”nell’interesse” del Governatore in relazione ai Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione.

E poi ancora cene, eventi e incontri in locali ‘a cinque stelle’ per alcune centinaia di migliaia di euro e in più 4 milioni di euro di ”sconto” sull’acquisto di una villa in Sardegna, del valore stimato di 7 milioni, comprata da Alberto Perego, che vive assieme a Formigoni e altri Memores Domini, per 3 milioni.

Come ‘contropartita’, ipotizzano i pm, il presidente lombardo avrebbe fatto approvare dalla sua Giunta una serie di delibere, di cui una quindicina quelle nel mirino ed elencate nel capo di imputazione – che hanno concesso alla Maugeri rimborsi per funzioni non tariffabili, come le attivita’ di ”riabilitazione altamente qualificata” e ritenute di eccellenza. Ora Formigoni, a meno che non decida di avvalersi della facolta’ di non rispondere, dovra’ presentarsi davanti ai magistrati per difendersi. L’appuntamento e’ per sabato prossimo, ma come lui stesso ha annunciato e’ probabile la richiesta di un rinvio. Istanza che verra’ quasi certamente accolta..