Fornero: “Le quote rosa siano rispettate dalle aziende”

Pubblicato il 5 Febbraio 2012 9:37 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2012 9:42

ROMA – ''Le quote sono la negazione del merito ma se certi processi non avvengono spontaneamente – e il tempo al Paese e' stato dato – allora bisogna agire con una spinta piu' forte''. Lo dice al Corriere della Sera il ministro del Lavoro, e delle Pari opportunita', Elsa Fornero, in vista della nuova stagione di nomine ai vertici delle principali societa' quotate e pubbliche, assicurando che il ministero ''vigilera' affinche' la normativa sia rispettata'' anche perche' ''tutte le associazioni e i siti che si occupano di questo tema hanno provveduto a raccogliere curricula di donne in grado di sedere nei Cda. E poi, devo dire, non si e' mai molto guardato alle competenze degli uomini, che magari siedono in ben piu' di un consiglio di amministrazione''.

Sulle donne, ammette Fornero, gia' e' pesata di piu' la riforma delle pensioni, ma ''penso che ci siano momenti nella storia di ogni Paese in cui non si puo' guardare troppo ai torti subiti ma al futuro ed a creare delle prospettive nuove''. E anche per questo ora ''dobbiamo buttarci a cambiare il mercato del lavoro'' perche' ''se funziona bene il mercato del lavoro'' le donne potranno ''rivendicare le stesse condizioni degli uomini''. Il ministro pensa che si debba andare verso ''un contratto di riferimento, che deve essere il contratto a tempo indeterminato se parliamo di lavoro subordinato. Poi il contratto a tempo determinato e forme di flessibilita' ''.

Tra le altre cose, aggiunge, ''stiamo studiando un provvedimento'' sulle dimissioni in bianco ''che sia una tutela'' per il lavoratore ma che ''non sia una rivalsa sulle imprese''. Quanto al congedo per 'paternita', per Fornero si puo' partire ''dai disegni di legge gia' in discussione in Parlamento per pensare di ripartire il congedo in modo che nessuno dei due genitori prenda meno di un 'x' per cento. Non vogliamo cioe', aggiungere un congedo a quelli esistenti, perche' in questo caso aumenteremmo gli oneri per le imprese'' e diventerebbe ''piu' difficile trovare un lavoro, anziche' piu' semplice''.