Fornero: "Pensioni? Ricongiunzione e dovere di equità"

Pubblicato il 15 Febbraio 2012 10:54 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2012 13:13

ROMA – Consapevole che ''cambiando le regole, alcuni lavoratori riceveranno un trattamento meno favorevole rispetto a colleghi che, a parità' di condizioni, hanno avuto accesso alla ricongiunzione gratuita (magari solo pochi mesi prima)'', ma ''questa e' una caratteristica che si presenta ogni qual volta viene abolito un 'privilegio': si determina un effetto di transizione''. Lo afferma il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero in un intervento pubblicato sul Corriere della Sera.

Chiarendo il quesito posto lunedi' da un'inchiesta del quotidiano di via Solferino, il ministro spiega che il suo impegno per la ''realizzazione di un sistema pensionistico equo e sostenibile'' si applica anche alla problematica relativa alle ricongiunzioni onerose dei contributi la cui disciplina, ricorda, e' stata introdotta con legge 122/2010 del governo che l'ha preceduta.

Il ministro ripercorre la normativa di settore e osserva che la ricongiunzione a titolo gratuito, prima della legge 122, riguardava comunque solo i lavoratori che da ''gestioni alternative'' come l'Inpdap decidevano di passare al Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Quindi, spiega Fornero, ''sussisteva una disomogeneita' di trattamento tra lavoratori che difficilmente poteva trovare giustificazione dal punto di vista economico e sociale''.

Con la ricongiunzione, prosegue, ''l'assicurato e' chiamato a sostenere un onere commisurato al beneficio che si ottiene dal conseguimento di una pensione in un'unica gestione. Per questo motivo la totalizzazione dei contributi, che e' l'alternativa alla ricongiunzione, e' gratuita ma da' origine a pensioni calcolate interamente con il metodo contributivo''. Metodo che garantisce ''equita'''.