Forza Italia, emorragia continua: alla Camera gruppo Verdini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Settembre 2015 21:34 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2015 21:35
Forza Italia, emorragia continua: alla Camera gruppo Verdini

Forza Italia, emorragia continua: alla Camera gruppo Verdini

ROMA – Forza Italia continua a perdere pezzi. Dopo il “trasloco” di Peppe Ruvolo dal gruppo dei senatori azzurri alla componente che fa capo a Denis Verdini, alla Camera viene ufficializzata la nascita di “Ala Maie” la nuova formazione in cui sono confluiti i 7 deputati verdiani ed i parlamentari eletti all’estero. Una soluzione, quella di confluire nel Maie, che consente di avere un proprio gruppo nonostante non si arrivi autonomamente a quota 20 deputati.

L’emorragia di parlamentari sembra però non preoccupare Silvio Berlusconi che avrebbe liquidato i nuovi addii con questo ragionamento: non ho fermato persone che sono state con me per 20 anni… Chi vuole andare via, sa dov’è la porta. L’intenzione insomma è quella di depotenziare la portata della deflagrazione azzurra soprattutto ora che il Pd ha raggiunto un accordo al proprio interno per cui il soccorso dei deputati transfughi non è rilevante per l’approvazione delle riforme.

Il problema però è politico ed il silenzio dietro cui continua a trincerarsi il Cavaliere pesa come non mai nella tenuta dei gruppi parlamentari. La speranza dei suoi uomini – prima che l’incontro fosse rinviato – era che con la riunione di domani dei senatori di Fi, l’ex premier potesse segnare il suo ritorno sulla scena e blindare le truppe rimaste: Berlusconi non deve convincere nessuno a restare – è il ragionamento dei suoi – ma presentarsi e offrire una prospettiva ha un effetto positivo sui parlamentari.

Il rientro sulla scena sarebbe poi proseguito con la partecipazione sabato ad Atreju, la festa di Fratelli d’Italia e poi domenica alla chiusura della scuola politica organizzata da Mariastella Gelmini. In agenda gli appuntamenti sono confermati ma, a sentire i suoi, la presenza del leader azzurro viene data molto in forse. Più probabile una telefonata.

Il rischio però – è la preoccupazione di diversi forzisti – che così si aumenta la disaffezione. In un momento delicato – è il ragionamento – i collegamenti non sono efficaci come la presenza diretta sul palco. E che la “latitanza” del Cavaliere produca effetti negativi sulla tenuta di Fi lo dimostra la conferenza stampa mattutina alla Camera in cui la Gelmini ha presentato la tre giorni sul lago di Garda. A fare notizia infatti più che la kermesse azzurra è il botta e risposta tra Francesco Giro e Renato Brunetta sulla leadership.