Forza Italia a Napolitano: “Le sue esternazioni una moda dannata”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2013 20:19 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2013 20:19

Camera - giuramento Presidente della RepubblicaROMA – Napolitano, non si fa: Forza Italia “riprende” il presidente della Repubblica che martedì criticava la “dannata moda” di invocare le elezioni. E’ quello che si legge nella nota politica di Forza Italia:

“Se c’è una moda dannata è quella delle esternazioni che un presidente della Repubblica non dovrebbe permettersi, specie quando, come oggi, interferiscono in modo lampante con il dibattito sulla fiducia. Non si fa”.

“è sfuggita una formula non propriamente da presidente di un paese democratico. Ha condannato la ‘dannata moda’ di invocare le elezioni”.

E ancora: “Che non si fa così non è che lo diciamo noi. Lo facciamo dire dall’onorevole Napolitano del 1991 a lui stesso diventato capo dello Stato quando scrisse che il precipitare della grave questione costituita dai comportamenti sempre più abnormi e inquietanti del presidente della Repubblica non è che l’ultimo anello della spirale involutiva che sta stringendo il paese. Pubblichiamo oggi il testo dello sconvolgente articolo scritto da Napolitano per Repubblica dove si schierava apertamente per la messa in stato d’accusa del presidente Francesco Cossiga. Un errore di gioventù, come gli articoli scritti per l’Unità a favore dei carri armati sovietici in Ungheria?”.

Per Forza Italia “non si interviene alla vigilia di un voto grave e decisivo per umiliare una parte politica, confinandola nel settore della ‘moda’ e pure ‘dannata’. La questione Napolitano è buona compagna della questione di Letta e del suo governo. È affare di democrazia e di costituzione. Con il massimo rispetto delle istituzioni e delle personalità che le incarnano, noi – si legge ancora – riteniamo che oggi non prendere la strada delle elezioni, con il passaggio in tempi stretti alla discussione e alla approvazione di una legge elettorale, sia una scelta grave e delegittimata in partenza, come il parlamento che viene fatto rimanere artificialmente e con spregio del buon senso”.