Forza Nuova, rogo in piazza di libri per bimbi che “inneggiano a famiglia gay”

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2015 20:27 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2015 20:28
Forza Nuova, rogo in piazza di libri per bimbi che "inneggiano a famiglia gay"

Uno dei libri mandati al rogo

MILANO – Forza Nuova manda al rogo i libri per bambini che, a loro avviso, “promuovono teorie omosessualiste e gender” e puntano a “sovvertire la normale natura sessuale”. E lo fa in pubblica piazza a Milano: l’appuntamento è per sabato alle 15 in piazza Oberdan. Un’iniziativa medievale che ha fatto drizzare i peli a molti esponenti del centrosinistra che non esitano a rievocare i “Bücherverbrennungen, ossia i roghi di libri organizzati dai nazisti in Germania nel 1933″.

Così i Sentinelli, gruppo a difesa della laicità, dell’antifascismo e dell’antirazzismo, che ci tengono a precisare, anche che “in Lombardia è vietato l’utilizzo di caminetti e stufe a legna”.

Nel mirino dell’organizzazione di strema destra ci sono in particolare alcuni testi della casa editrice Lo Stampatello che ha pubblicato negli ultimi anni libri illustrati anche da Altan che raccontano i diversi dipi di famiglie: monogenitoriali, omosessuali, separate, ricomposte, allargate, con figli adottivi o affidatari. Libri che secondo Forza Nuova vengono “subdolamente fatti leggere nelle scuole ai nostri bambini per indottrinarli secondo la cultura del gender che mira a sovvertire la normale natura sessuale”.

Diverse associazioni e gruppi politici di centrosinistra si sono immediatamente mobilitati per chiedere la sospensione della manifestazione, sia al prefetto che alla questura.Secondo Luca Gibillini, responsabile diritti civili di Sel con “questo invito al rogo, si è definitivamente oltrepassata la soglia della libera espressione”.

“Evocare rogo di libri di nazista memoria – ha aggiunto – è definitivamente fuori dall’ordinamento democratico”.

Dello stesso tenore le reazioni del movimento Possibile Milano, di cui fanno parte diversi esponenti del Pd come Carlo Monguzzi.

“Tale orrendo ritorno al più terribile dei passati, deve essere censurato e respinto, con il massimo impegno, dalle forze democratiche, politiche, sociali, istituzionali, milanesi e nazionali – affermano i firmatari – Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, nell’anniversario del 70/mo della Liberazione, non può subire un simile oltraggio“.