Forze Armate, Vito Crimi censura lo spot, Gasparri al ministro Trenta: “Voto zero”

Pubblicato il 21 novembre 2018 6:39 | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2018 1:13
Forze Armate, Vito Crimi censura lo spot, Gasparri (nella foto) al ministro Trenta: "Voto zero"

Forze Armate, Vito Crimi censura lo spot, Gasparri (nella foto) al ministro Trenta: “Voto zero”

ROMA– Vito Crimi censura lo spot delle Forze Armate, il ministro Elisabetta Trenta subisce, si rammarica ma difende il sottosegretario, Maurizio Gasparri dà voce al malumore dei militari: “Non Trenta ma zero” al ministro della Difesa, afferma Gasparri.

All’origine della polemica c’è un video che il Ministero della Difesa aveva predisposto per celebrare il lavoro delle nostre Forze Armate e dei nostri soldati.  L’occasione era il centenario della vittoria italiana nella prima guerra mondiale, commemorato il 4 novembre nel giorno della festa delle Forze Armate

Il video era stato realizzato durante il precedente Governo, ma il nuovo ministro della Difesa lo aveva ritenuto valido, tanto da riproporlo a Palazzo Chigi, seppur dopo qualche limatura. A questo punto il primo stop, seguiva altra limatura, poi il no definitivo.

Bocciato dal Governo e quindi ritenuto non adatto alla trasmissione sulle reti radiotelevisive nazionali perché con immagini “troppo violente”, il video è stato sostituito da un altro che lascia da parte le immagini del lato più difficile e doloroso del lavoro dei nostri soldati per offrire scene serene e pacifiche, piene di “grazie” da parte dei cittadini alle Forze Armate e con il ministro ElisabettaTrenta intenta a farsi selfie con i militari, che ringraziano anche loro.

Lo spot bocciato, diventato virale sui social e tuttavia presente sul sito del Ministero della Difesa, mostra scene drammatiche e ricche di pathos, in cui si vedono i soldati impegnati su molti fronti, accompagnate da una voce fuori campo che recita “Soldato”, la poesia-preghiera di George L. Skypeck: “Io sono stato quello che gli altri non volevano essere. Io sono andato dove gli altri non volevano andare. Ho pianto, ho sofferto e ho sperato, ma più di tutto, io ho vissuto quei momenti che gli altri dicono sia meglio dimenticare. Quando giungerà la mia ora, agli altri potrò dire che sono orgoglioso per tutto quello che sono stato: un soldato”.

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La apparente censura, che porta la firma del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, con al vertice il sottosegretario pentastellato Vito Crimi, è stata portata alla luce da un’interrogazione parlamentare promossa dal senatore Maurizio Gasparri.

Nella risposta, il ministro Trenta, oltre ad esporre le ragioni del Dipartimento, che “pur nel pieno apprezzamento del contenuto artistico dello spot non ha tuttavia ritenuto di procederne alla divulgazione per le immagini ritenute “troppo violente”, esprimeva il proprio rammarico: “Quanto alla decisione assunta dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria, ne ho preso semplicemente atto, seppur con rammarico, nello spirito del mio pieno e consapevole impegno a servire le Istituzioni senza riserve e con lealtà”. Si esprimeva anche, nella stessa risposta, sulla validità del video ritenendo che “apportate specifiche modifiche, rispondesse efficacemente alle finalità per le quali era stato realizzato, poiché rendeva in maniera compiuta, sia la complessità dei compiti svolti dai nostri militari, sia la misura del sacrificio che ne costituisce il presupposto.”

In queste ore si è scatenato un botta e risposta tra il forzista Gasparri, che parla di “commissariamento” della Difesa per opera del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, e il ministro Elisabetta Trenta che, mentre si trova a Bruxelles, dalla sua pagina Facebook fa intendere che non vale la pena rispondere a chi la accusa di non avere saputo difendere i nostri militari.

Così il senatore Maurizio Gasparri da Facebook:  

“Nei giorni scorsi avevo presentato una interrogazione al Ministro della Difesa per sapere se, come si era appreso, c’era stata una censura su un video che celebrava le nostre Forze Armate, da diffondere in occasione delle celebrazioni del 4 Novembre. È lo stesso Ministro della Difesa, nella sua risposta, a esprimere testualmente il proprio “rammarico” per essere stata, di fatto, “commissariata” dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria che, contro le sue scelte, ha deciso di tagliare lo spot ritenendolo troppo violento. Una decisione irrispettosa delle Forze Armate in quanto le immagini censurate mostravano le elevate capacità operative dei nostri reparti. Il Dipartimento editoria ha compiuto una evidente prepotenza nei confronti de Ministro della Difesa che non avrebbe dovuto subire silente. Avevamo quindi ragione nella nostra interrogazione e questa assurda e ingiustificabile decisione non fa altro che confermare quello che ormai ripetiamo da tempo e cioè che una parte di questo governo è apertamente antimilitarista. Questo episodio sconcertante si somma ai tagli previsti per lo stesso Ministero della Difesa, alla mancanza di stanziamenti per donne e uomini in divisa, alla minaccia continua alle aziende che si occupano di armamenti militari e ai loro dipendenti e molto altro. Bisogna porre un freno a questi atteggiamenti che minacciano non solo l’intero comparto sicurezza-difesa ma anche la sicurezza del Paese. Se il ministro Trenta mi risponde di essere ‘rammaricata’ per non essere riuscita a difendere uno spot, come difenderà personale e bilanci delle Forze Armate colpite da Crimi, Casalino e grillini vari?”

E il ministro Trenta , attraverso la su pagina Facebook, replica da Bruxelles dove era per partecipare alla riunione del Consiglio Affari Esteri e Difesa:

“Buongiorno! Non amo fare polemica, ve ne sarete accorti, ma tra ieri e oggi ho assistito a una grandissima fiera del falso e un paio di cose vorrei dirle. La prima è che se gli stessi giornali vicini a Berlusconi, in passato, si fossero occupati di equipaggiamenti, ricongiungimenti familiari, dello stato delle nostre caserme, dei bilanci, di rappresentanza e molto altro, così come hanno fatto per lo spot del 4 novembre (che ho promosso con tutto il mio orgoglio), oggi forse nelle Forze Armate avremmo qualche problemino in meno di cui preoccuparci. 
La seconda è una precisazione rivolta al mio staff, che mi chiede di replicare ai pretestuosi attacchi dell’ex ministro La Russa e dell’onorevole Gasparri.
Ragazzi, ma davvero devo rispondere a Gasparri e La Russa? Ma per favore… Suvvia…”

Gasparri replica alla Trenta:

“Più che Trenta, zero è il voto che merita il ministro della Difesa. È lei che ha risposto a una mia interrogazione sulla censura dello spot dedicato alle Forze Armate in occasione del 4 Novembre. È lei che ha ammesso che la Presidenza del Consiglio, Dipartimento per l’editoria, ha mutilato lo spot, peraltro escludendo immagini che fanno vedere i nostri ragazzi nella loro apprezzata operatività nelle missioni internazionali e altrove. È lei che si è detta “rammaricata” per questa decisione, che evidentemente non ha né condiviso né apprezzato, visto che ha messo per iscritto nella risposta di essere rincresciuta per quanto avvenuto”. “Considero irrilevanti i suoi toni arroganti, con i quali evidentemente esorcizza il suo ‘commissariamento’, e la invito a difendere meglio non solo gli spot, che non ha difeso, ma le Forze Armate, il cui bilancio sta subendo tagli drastici da parte del governo, nel suo silenzio. Rischiano la chiusura aziende che lavorano per la Difesa a causa dei ritardi nelle decisioni, non ci sono stanziamenti adeguati per assunzioni, organici, contratti, riordino e quant’altro. Ma su questo risponderemo al ministro Trenta-zero nelle sedi competenti”.

 

 

Ecco il video dello spot delle Forze Armate approvato dal governo

 

Il video dello spot censurato